Redazione

Manca poco, pochissimo, un derby ( quello in casa con il Toro) e poi forse, Milan permettendo, sarà festa anticipata. La Juventus stesa sul divano ringrazia il fattore K e fiuta il sesto titolo consecutivo. Keita non è immobile, ma fa meglio. Lo spagnolo ronaldeggia e castiga una Roma imbolsita, troppo velleitaria, a tratti filosofica. Da un derby a un altro. Avanti con la storia. E che storia. La Juve cannibale annusa il trionfo, l’ennesimo italiano.

Nove punti di vantaggio sono oro colato, a maggior ragione considerato il pareggio immeritato di Bergamo in cui un rimpallo sulla coda del match ha giocato ansie poi rivelatesi innocue. Allegri e i suoi sono nelle migliori condizioni possibili. La squadra sta bene di testa e di gambe, anche se meglio non fidarsi delle apparenze. Il primo tempo di Bergamo induce a riflessioni, il secondo ad ambizioni portentose. Higuain è pronto. Dybala molto presente. Lo stato generale bianconero pure. Il triplete si può servire, anche se questa Lazio e il Monaco non sono esattamente clienti facili. La Juve però, da oggi, è senza dubbio più sollevata. Senza calcoli si vive di entusiasmi considerevoli. Si vola leggeri sebbene qualcosa debba essere sempre valutata. Allegri compara l’effervescenza atalantina a quella monegasca. Squadre fisiche, veloci, temperamentali. Attenzione, non è un parlare comune. Il Monaco è fastidioso, capillare e gioca un calcio similare, molto verticale e senza fronzoli. Allegri ha ragione, bisogna stare attenti: la Juve non beccava due gol in una partita dal 15 gennaio scorso, dal rovescio inaspettato di Firenze. A Bergamo è successo di nuovo. Un campanello d’allarme, non squillante ma riconoscibile. In Europa però il muro italiano non teme confronti. Solido, più attento e motivato che mai. Come Buffon che ha dichiarato di guardare avanti verso tutti gli obiettivi con la curiosità di un bambino. È proprio vero che quando si vince si continua a giocare, si sogna, si ha più voglia di allenarsi, di sfidarsi e di misurare i propri limiti. Gigi traccia la linea, infonde fiducia. È la settimana cruciale solo per la Champions. Lo scudetto è quasi già in bacheca. Bisogna stabilire il quando, un quando molto relativo, senza termini perentori. Keita, obiettivo bianconero, ha regalato sollievi e bei pensieri. Mercoledì a Montecarlo sapremo se sarà così.