Redazione

Er gò de Turone era bono. Il secondo assioma del tifoso romanista dopo La Roma non si discute, si ama. Ed il famoso gol di Maurizio Turone, anno di grazia 1981, probabilmente buono lo era davvero. Questione di centimetri, al punto che all’inizio della stagione successiva, tra distensione e goliardia, Boniperti regala a Dino Viola un metro. Fino a quel momento, complice anche una Rometta ancora incapace di uscire dal limbo delle squadre di medio livello, la rivalità tra giallorossi e bianconeri non era accesa come possiamo vedere ora. Ma da quel 10 maggio la Vecchia Signora è diventata per i figli della Lupa l’acerrimo nemico, da sfidare, battere, se possibile da umiliare. Anche per questo, nonostante si giochi a fine luglio, la frase che circola tra le tifoserie è la solita. Juventus-Roma non può essere un’amichevole.

Per averne una conferma, basti tornare con la mente al 2005, quando a Pescara le due squadre si affrontano in piena estate, in un match organizzato nell’ambito del già poco sereno trasferimento in bianconero di Emerson. Clima teso, nervosismo in campo e sugli spalti, con la partita che termina 2-2 grazie a un rigore allo scadere di Del Piero. Anche quando non c’è niente in palio, la rivalità ribolle. E ribollono anche i casi da moviola, ma a Foxborough, Massachusetts, va in scena un’altra delle pietre miliari dei rapporti sportivi tra Roma e Juventus. L’ultima sfida senza l’ausilio del VAR (che dopo molte polemiche abbiamo finalmente capito essere maschio), a meno di incroci in Champions League tra le due italiane.

juve supremazia

L’ultimo Juventus-Roma allo Stadium

Niente più errori? Più o meno, perchè indipendentemente dalle immagini, la decisione sull’utilizzo dell’ausilio video spetta pur sempre all’arbitro. E anche l’ultima parola, in caso di richiesta, sarà comunque di competenza di un altro direttore di gara. Certo, per quel che riguarda l’offside o interventi al limite dell’area di rigore potrà aiutare, ma che possano terminare le polemiche, questo pare francamente impossibile. E le polemiche sono il leitmotiv di molti scontri tra bianconeri e giallorossi, a prescindere dall’importanza del match in questione. Il VAR avrebbe cambiato le cose? In qualche caso forse sì, in altri il giudizio umano avrebbe comunque influito sul risultato.

Prendiamo ad esempio la mitica “partita del guardalinee“. Campionato 1994/95, la Juventus di Lippi batte la Roma di Mazzone per 3-0, ma i bianconeri vanno in vantaggio con una rete destinata ad entrare nella storia. Aldair, brasiliano freddoloso, gioca con i guanti al Delle Alpi e batte una strana rimessa laterale, sulla quale si avventa Ravanelli che da trenta metri supera Cervone con un beffardo pallonetto. Rivista alla moviola, la situazione appare abbastanza più chiara. Il difensore giallorosso ha perso il controllo della sfera perchè urtato dall’assistente dell’arbitro. Immaginiamo un utilizzo del VAR. Domanda a bruciapelo. L’arbitro è considerato parte integrante del gioco (come un palo), ma il guardalinee, che deve rimanere fuori dal campo, influisce? E un eventuale replay dell’azione garantisce al 100% che quello del brasiliano non è un errore di distrazione, ma indotto? No. Decisione umana. E quindi, polemiche.

Fast forward a un paio di anni dopo, con Deschamps che abbatte in area di rigore Gautieri. Per l’arbitro Messina non è assolutamente penalty, le moviole mostrano che il francese non tocca il pallone, ma solo la gamba del romanista. Ma il direttore di gara, a norma di nuovo regolamento, avrebbe anche potuto decidere di non ricorrere al VAR. O il suo collega poteva comunque trovarsi d’accordo con lui, dato che da quando esiste la moviola i casi di giudizio unanime su un intervento falloso si contano sulla punta delle dita.

Forse, e il condizionale resta comunque d’obbligo, il Video Assistant Referee avrebbe dato una mano a Gianluca Rocchi in una delle domeniche più intense della sua carriera. Nell’ormai celeberrimo Juve-Roma “di Bonucci”, tra falli dentro o fuori area e un fuorigioco attivo o passivo, un’occhiata allo schermo poteva aiutare. Fallo di mano di Maicon? A occhio, in area, il video indica di no. Questione di centimetri. E comunque il brasiliano alza il braccio per proteggersi il volto. Trattenuta di Lichtsteiner su Totti? Reciproca, e senza le polemiche dopo il primo rigore probabilmente non sarebbe stata mai fischiata. Entrata di Pjanic su Pogba? Siamo addirittura ai millimetri. Decide sempre l’assistente. Fuorigioco di Vidal sul gol decisivo di Bonucci? Il video aiuta, ma per definire l’angolo di tiro e il cono di visione di Skorupski, in modo da valutare la reale influenza della posizione del cileno, non basta un replay, ma ci vuole la dimostrazione del teorema di Pitagora.

E quindi ben venga l’ausilio video agli arbitri, ma dimentichiamoci che dal 19 novembre in poi, giorno dello scontro in campionato tra le prime due della scorsa stagione, le polemiche possano magicamente svanire. Ed in un certo senso, meglio così. Finchè resta legata al campo e al confronto verbale, la rivalità tra Juventus e Roma è uno dei punti forti della Serie A.