Francesco Cavallini

Sei Scudetti consecutivi, un record incredibile e probabilmente già ineguagliabile. Sei stagioni al limite della perfezione per la Juventus. Quella 2016-17 è stata contraddistinta da alcuni eventi che hanno contribuito, in maniera più o meno importante e diversa, al sesto trionfo bianconero. Ne abbiamo scelti ovviamente sei, in rigoroso ordine cronologico:

26 luglio 2016 – Arriva Higuain

Voci, indiscrezioni, poi finalmente il clamoroso annuncio. Dopo quella di Miralem Pjanic, la Juventus decide di esercitare anche la clausola rescissoria del contratto che lega Gonzalo Higuain al Napoli, novantaquattro milioni da pagare in due tranche. Tra i tifosi partenopei in rivolta contro il nuovo core ‘ngrato e quelli bianconeri in delirio per l’acquisto del capocannoniere della Serie A, cominciano subito a serpeggiare i primi dubbi sulla bontà dell’acquisto della Vecchia Signora. La spesa è esagerata e brucia quasi immediatamente i centodieci milioni ricavati dalla cessione di Pogba. Higuain (come suo solito) si presenta in ritiro con qualche chilo in più, ma già dall’esordio in campionato contro la Fiorentina, in cui va a segno partendo dalla panchina, dimostra che i novantaquattro milioni sono ben giustificati. Numeri importanti per il Pipita in maglia bianconera, ma soprattutto la capacità di risolvere ogni tipo di partita, da quelle all’apparenza semplici, ma che lo diventano solo nel momento in cui l’argentino trova la rete, ai match importanti come la sfida con la Roma e la semifinale di andata di Champions contro il Monaco.

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Gonzalo Higuain con la maglia della Juventus.

27 novembre 2016 – Schiaffo rossoblù

La Juventus che a Marassi è sotto di tre reti al minuto ventinove è irriconoscibile. Un Genoa particolarmente combattivo, guidato dal Cholito Simeone e dalla panchina dal sanguigno Juric, mette alle corde i bianconeri e colpisce al cuore l’orgoglio degli uomini di Allegri. Nel secondo tempo la rimonta impossibile non si concretizza, per la Juventus c’è solo spazio per il gol della bandiera di Pjanic. I Campioni d’Italia non perdevano con due reti di scarto da più di due anni e non subivano tre reti in quarantacinque minuti da tempo immemore. La sconfitta però ha un effetto positivo sulla truppa bianconera, sottolineando che qualsiasi squadra va affrontata al massimo delle potenzialità, poichè nel campionato italiano tutti sono in grado di mettere in difficoltà chiunque. È una lezione che Allegri imprime a fuoco nella mente dei suoi calciatori, i quali dimostrano in tutto il campionato di aver ben immagazzinato l’informazione.

Il Genoa festeggia il clamoroso successo della Juventus

17 dicembre 2016 – La zampata del Pipita

Una partita incolore, molto tattica. Il big match della diciassettesima giornata tra Juventus e Roma è abbastanza deludente sul fronte dello spettacolo, ma soddisfa di certo i tifosi bianconeri. A rompere l’equilibrio dopo quattordici minuti è Higuain, l’uomo dei gol pesanti. La rete è un compendio di forza pura, con l’argentino che si libera di De Rossi a tre quarti di campo, e di classe, quando Gonzalo mette a sedere Manolas e trafigge Szczesny con un chirurgico sinistro dal limite che bacia il palo quanto basta. I tre punti dello scontro diretto scavano un piccolo solco, un vantaggio importante sui giallorossi che gli uomini di Allegri, complice anche qualche giornataccia della Roma, gestiscono alla perfezione per tutto il girone di ritorno.

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Il gol di Higuain che ha deciso la sfida.

22 gennaio 2017 –  La nuova vita di Mario Mandzukic

La sconfitta con la Fiorentina nella prima giornata del girone di ritorno rischia di essere pesante da un punto di vista psicologico e Allegri lo sa. Per questo si aspetta dai suoi una reazione d’orgoglio già dal match successivo contro la Lazio. Ma l’allenatore toscano decide di metterci anche del suo, schierando i bianconeri con un inedito 4-2-3-1 che vede in campo contemporaneamente Higuain, Dybala, Pjanic e Mandzukic. Ed è proprio il croato il catalizzatore giusto per ottenere la reazione richiesta da Allegri. Spostato sull’esterno, come gli era già capitato ai tempi del Bayern, Mario non solo si trova più a suo agio di quanto si possa immaginare, ma garantisce un prezioso lavoro a tutto campo sulle fasce, dando equilibrio alla squadra. L’esperimento ha talmente successo che nel tempo l’imprescindibile intelligenza tattica dell’ex Atletico Madrid permette al suo manager di aggiungere nell’undici titolare anche Cuadrado ai quattro elementi offensivi già menzionati, inaugurando così l’era della Juventus tutta qualità.

Juventus record

Mario Mandžukić in occasione del gol contro il Pescara

17 febbraio 2017 – Campionato mondiale dei pesi massimi: Allegri vs Bonucci

Succede anche nelle migliori famiglie. Si discute, si litiga, magari ci si manda anche a quel paese. Ma poi alla fine si fa pace. Esattamente il percorso che Allegri e il suo difensore centrale affrontano a partire dal venerdì di JuventusPalermo. L’alterco inizia in campo, quando l’ex Bari suggerisce al tecnico di sostituire Marchisio. La risposta stizzita e colorita di Allegri scatena Bonucci, che non gliele manda a dire né a fine partita né tanto meno negli spogliatoi. La società cerca di minimizzare l’accaduto, ma organizza un incontro tra i due a Vinovo, durante il quale però nessuno recede dalla proprie posizioni. Poi arrivano le scuse del calciatore, ma non bastano, dato che a Oporto il centrale della Nazionale vede la partita di Champions dalla tribuna. Il caso rientra, ma Allegri ha messo in chiaro un concetto importante. Nessuno può sentirsi più importante degli altri. Neanche uno dei leader della squadra.

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Bonucci spedito in tribuna dopo la lite con Allegri

10 marzo 2017 – Fino all’ultimo respiro

Ci sono poi quelle partite che ti fanno capire che effettivamente la fortuna aiuta gli audaci. Diventa altrimenti inspiegabile la rocambolesca vittoria allo Stadium, ottenuta all’ultimo secondo contro il Milan di Montella e Donnarumma. L’erede di Gigi Buffon è in serata di grazia e para qualsiasi cosa, opponendosi in maniera decisiva agli attacchi dei bianconeri. Un miracolo su girata di Higuain sembra mettere la parola fine al match, ma l’arbitro non è d’accordo e concede mezzo minuto in più di recupero per l’espulsione di Sosa, avvenuta già oltre i novanta minuti. Nel proseguo dell’azione un cross disperato di Liechtsteiner termina la sua corsa sul braccio di De Sciglio. Massa decide di accordare il calcio di rigore, scatenando l’inferno in campo e in tutti i salotti calcistici d’Italia. Nonostante tre minuti di delirio sull’erba torinese, Dybala si presenta sul dischetto ed esorcizza il fantasma Gigio, regalando alla Juventus tre punti ed una vittoria che lancia definitivamente la squadra bianconera verso il sesto, meritatissimo scudetto consecutivo.