Redazione

Kaka fuori dal…nido non riesce a volare. Lontano da Milano, il brasiliano soffre. É successo quando è andato al Real Madrid, si è ripetuto quando è andato a Orlando. Il ragazzo ha reso al massimo solo quando ha indossato la maglia rossonera.

Saudade milanista

La permanenza negli USA è durata quanto serviva per disintossicarsi dal calcio europeo. Il pallone, però, non lo diverte più. Un dolore, più che una gioia. E se un brasiliano, sebbene atipico, non si diverte più, meglio smettere. Beh, ad Orlando la maglia è molto meno pesante rispetto a Milano e Madrid ma la sensazione, e anche molto di più, è che lontano dall’ambiente rossonero Kaka si sia sempre trovato fuori dal suo mondo. Non avrebbe mai lasciato il Milan, se non per qualcosa di grande, immenso. Il mondiale da giocare e da vincere in casa. Una scelta che non è stata sufficiente, perchè la convocazione non è arrivata. E se il Milan fosse stato più competitivo forse sarebbe rimasto? L’unica certezza è che i numeri e la sicurezza mostrata con la 22 rossonera non si sono visti altrove.

E il Milan ha la saudade di Kaka

Anche il Milan, senza Kaka, non è stato più la stessa cosa. Privo del suo “bambino d’oro” ha detto addio praticamente addio all’Europa che conta, vincendo solo uno scudetto e due Supercoppe Italiane. Con il Milan il brasiliano ha vinto tutto. Senza, non ha mai trovato continuità di rendimento. Il viaggio andata e ritorno a Madrid ne è l’esempio più lampante. In Spagna ha praticamente chiuso in anticipo la sua carriera. Orlando ne è stata il prolungamento, ma il vero Kaka è quello del 2007, l’anno del Pallone d’Oro. E il Milan ancora aspetta il suo erede. Ci ha provato con Ibrahimovic, che però è per sua natura incapace di legarsi a un club. Ha sperato in Pato, stigmate da campione ma muscoli di seta. E adesso? Tanti giovani promesse in rampa di lancio. E la sensazione che di Kaka ne resterà sempre e soltanto uno.