Redazione

Kalinic, addio? Il Milan se ne farebbe (più di) una ragione. E i tifosi ancora di più. L’amore fra il centravanti croato e la curva rossonera non è mai sbocciato, complice una difficoltà quasi cronica nel trovare la via del gol e diverse occasioni divorate a tu per tu con il portiere. Anzi, a volte solo con la rete. Insomma, se proprio la UEFA imponesse una cessione per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario, quella di Kalinic, che a prescindere da questo opaco avvio di stagione ha ancora tanti estimatori, sarebbe senza dubbio la prima della lista. E anche abbastanza indolore, se non altro perchè il ricambio è già pronto. E che ricambio…

Cutrone, il figlioccio di Gattuso è già in rampa di lancio

Cutrone, suo malgrado, è uno dei principali “responsabili” dell’esonero di Montella. Il tecnico rossonero gli aveva concesso una chance nel calcio d’agosto, ma non si aspettava certo una risposta del genere. E si è un po’ incartato nelle scelte in attacco. Gattuso, invece, lo ha già “battezzato”. É il suo figlioccio per grinta e personalità. Beh, difficile dargli torto. Cutrone sta al gol come Ringhio ai contrasti, ed è un attaccante da Milan. Pur non avendo una tecnica di base eccelsa, sa farsi trovare in area di rigore. Spesso Patrick scende in campo e fa gol. E quando non trova la via della rete, recupera la partita successiva. Di solito, quando si gioca e si segna con questa frequenza, specialmente a questa età, significa che il talento c’è. Del resto il ragazzo si muove da calciatore consumato e smaliziato. Segna in tutti i modi: liberandosi nello stretto, staccandosi dal marcatore, anticipandolo, attaccando sul primo o sul secondo palo, contro il Verona anche d’opportunismo. Giusto per non farsi mancare niente.

Scorrendo la lista degli attaccanti del Milan è il migliore

Cutrone, a conti fatti, anche da un punto squisitamente tecnico e tattico è il miglior centravanti del Milan. Kalinic lavora bene per la squadra, ma a volte sembra mancare di grinta. Andrè Silva è uno splendido stoccatore, ma in quanto a partecipazione alla manovra lascia a desiderare. E se forse Borini può essere assimilato all’allenatore per voglia di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, ciò che rende Patrick Cutrone il moschettiere di Ringhio è la feroce determinazione che anima il diciannovenne comasco. E se l’attacco dovesse confermare la propria recente anemicità, l’idea di un lodo Montella-bis, con Cutrone titolare pressochè inamovibile non è affatto campata in aria…