Redazione

Montella ha il suo zar Nikola. Il tecnico lo ha lasciato capire chiaramente. La prima scelta, liì davanti è Kalinic. Più esperto, più pronto, più adattabile al suo gioco. Più tutto, insomma. Non è un mistero. Stupisce chi si stupisce. L’allenatore del Milan ha sempre “stravisto” per il centravanti croato, che ritiene completo come pochi e adattabile a qualsiasi modulo. E non ha tutti i torti.

L’attaccante ideale per Montella

Tecnicamente e tatticamente Kalinic è l’attaccante giusto per il gioco di Montella. Sa aprire gli spazi ai compagni, attacca la profondità, gioca per i compagni,  sa muoversi sia con gli esterni che come punto di riferimento in avanti con Suso trequartista. Il tecnico ne apprezza inoltre l’innata capacità di realizzare gol “sempre nuovi”. Partendo da lontano, lanciandosi in profondità, scambiando con il compagno o attaccando il primo o il secondo palo. Il croato ha una “unicità” non riscontrabile negli altri elementi della batteria offensiva rossonera: abbina fisico e movimenti da centravanti ai piedi e alla visione di gioco di un trequartista.

Offre più soluzioni di gioco rispetto agli altri

Kalinic si muove meglio lungo il fronte d’attacco e ha più soluzioni rispetto ai suoi colleghi Silva e Cutrone. In primis, la struttura e la visione di gioco. Kalinic ha il fisico per reggere il contrasto alle spalle dei difensori e la sensibilità tattica per muoversi spalle alla porta, ricevere il pallone difenderlo e smistarlo, sdoppiandosi nel ruolo di centravanti rifinitore. Caratteristiche che, in assoluto lo avvantaggiano: dovendo scegliere, Montella preferirà lasciare in campo un calciatore che gli offre più soluzioni tattiche e la capacità di mandare in rete anche i compagni.

“Raccomandato”? No, fortemente desiderato

In realtà Montella lo ha fortemente voluto: quasi sponsorizzato. Ne apprezza lo spirito di sacrificio e la capacità di adattamento. Kalinic sa dialogare con i compagni cercare la conclusione personale, attaccare lo spazio o aprirlo per l’inserimento dei compagni a rimorchio. Fra l’altro, in una squadra che sta vivendo la metamorfosi fra il 4-3-3 e il 3-5-2 Kalinic può convivere serenamente con Suso, Cutrone e Silva. Il portoghese e la giovane promessa si gioveranno della sua presenza per concentrarsi su ciò che gli riesce meglio, ovvero capitalizzare gli spazi aperti dalla prima punta. Kalinic ci metterà il cuore e la tecnica. Silva e Cutrone il resto. Non a caso Montella ha garantito che troveranno tutti spazio.