Luigi Pellicone

Niente più di una passerella. Il Milan vince l’andata del preliminare di Europa League e scrive il suo nome nel prossimo turno. Sugli scudi sale Andrè Silva, autore di una doppietta. Il portoghese è apparso in crescita rispetto le prime uscite, quando Montella lo ha utilizzato solamente a partita in corso.

Vicino ma non vicinissimo

La trattativa per Kalinic sembra giunta al termine. Il Milan vuole il croato, il croato vuole il Milan. Rifiutata l’offerta dell’Everton, dove invece voleva andasse la Fiorentina. Il problema, come sempre, sono i soldi. La società toscana non ha accettato le garanzie economiche offerte dai rossoneri. L’intera situazione può sbloccarsi grazie a Niang. Prima vicino allo Spartak Mosca, adesso accostato al Torino. Al Milan poco importa la destinazione, finché il valore del cartellino riamane immutato. Vendere il francese significa trovare le garanzie economiche in grado di sbloccare l’affare Kalinic.

Nel 4-3-3 c’è solo un posto

Kalinic o André Silva. Se Montella opterà di giocare con il 4-3-3 uno dei due andrà in panchina, a meno che il tecnico non decida di schierare il portoghese come esterno. Ruolo in cui ha già giocato, senza però mai convincere. Ipotesi da tenere solo in caso di emergenza. Kalinic è senza dubbio pronto per giocare dal primo minuto. Da due anni in Italia conosce il campionato. Pochi gol, ma tutti importantissimi. Con 15 centri, la passata stagione ha portato in classifica 18 punti, gli stessi di Dzeko (29 gol) e Immobile (23). È il giusto uomo a cui affidare una partita importante. A ventinove anni non avrà più occasioni come questa.

Valorizzare il futuro?

André Silva comporta più rischi. Non ha mai giocato in Serie A e non ha molta esperienza alle spalle. L’attaccante ha passato tre anni con la seconda squadra del Porto, prima di essere chiamato tra i grandi. Nella Primeria Liga solo una stagione e mezza. Anche i gol sono meno di quanto ci si aspetti: 48 in 143 presenze. Sembra quindi facile la scelta tra il croato ed il portoghese. Ma ci sono altri fattori da considerare. Il Milan ha fatto un investimento di 40 milioni. Una cifra alta, che non può essere persa. Lasciare in panchina Andrè Silva significa correre il rischio svalutarlo, sia come calciatore che come cartellino. Sarà lui il futuro del Milan, non Kalinic. La Serie A, per quanto meno difficile di qualche anno fa, rimane un campionato da studiare. Un giovane ha bisogno di tempo per ambientarsi. Per capire come giocare, l’unica soluzione è scendere in campo il più possibile. Da titolare. Le qualità ci sono: tecnico, capace di aiutare la squadra, grande personalità, già dentro il giro della nazionale maggiore con otto gol.

Andare sul sicuro o rischiare?

Kalinic rappresenta la normalità. André Silva la possibilità di sbancare o ‘affondare’. Da una parte un giocatore che non ha mai fatto tantissimi gol (mai superata quota 17 in campionato), ma che regala affidabilità. Dall’altra un giovane da crescere, con il permesso di sbagliare, ma che ha dimostrato avere le qualità per diventare un grande calciatore. A Montella la scelta.