Luigi Pellicone

Un punto che costa venti milioni. Il Milan, dopo aver mosso la classifica nel 2018, deve pagare Kalinic. L’accordo era noto sin dalla scorsa estate. Si tratta di una formalità: nel momento in cui il Milan avrebbe conquistato un punto nel 2018, la società rossonera avrebbe dovuto riscattare l’ex attaccante viola. È così, nella calza della Befana, c’è stato questo “regalo”. Non proprio gradito, comunque non inaspettato. Che però adesso resta difficile da riciclare.

Kalinic, pubalgia e mal di gol

Non è un gran momento per il calciatore croato, alle prese con una fastidiosa pubalgia. Il rientro è incerto, così come la sua permanenza al Milan. L’amore con i tifosi non è mai sbocciato e l’esplosione di Cutrone, unita alla necessità di recuperare Andrè Silva, allontana ulteriormente il centravanti dal progetto rossonero. A oggi, Kalinic, complice il cambio di modulo, è la terza scelta. Fra l’altro il suo rendimento non giustifica né l’investimento, né il rischio di sacrificare la nuova stella dell’attacco rossonero per restituire minutaggio a un calciatore in piena involuzione.

Gattuso lo vede poco

Fra l’altro, per caratteristiche, Kalinic non è certo la prima scelta di Gattuso. Era il centravanti ideale per Montella, che preferiva un gioco fatto di possesso palla e un centravanti capace di sdoppiarsi nel doppio ruolo di bomber e regista offensivo. Ringhio propone un calcio totalmente diverso, fatto di verticalizzazioni e palloni da mettere in area di rigore, dove sfruttare il “veleno” di Cutrone e, in seconda battuta, la facilità di esecuzione di Andrè Silva. Dunque, al momento, a prescindere dallo stato di forma, giocherebbe comunque poco.

Futuro altrove

Quanto basta, insomma, per immaginare il futuro di Kalinic piuttosto lontano da Milano. Il calciatore ha già ricevuto diverse offerte dall’estero, ma non sembra attratto dall’idea di andare in Cina. Il Milan non ha intenzione di svenderlo, ma se arrivassero proposte vantaggiose, non si farebbe scappare l’opportunità di rientrare, perlomeno in parte, da un investimento apparso, sinora, chiaramente sbagliato. Sicuramente, da qui a fine stagione, il calciatore avrà possibilità di mettersi in mostra. Del resto, conviene a tutti: Kalinic deve conquistarsi il Mondiale, il Milan inseguire i propri obiettivi. Se il croato collaborasse alla causa, c’è solo da guadagnarci, in tutti i sensi. Il capitale si rivaluterebbe e il calciatore tornerebbe appetibile sul mercato. Già, non è prevista l’opzione della permanenza? Non dispiace a nessuno…Kalinic compreso.