Redazione

Avanti, c’è posto: Kalinic si prende, in 90′ la titolarità. La numero 7 è solo, appunto, un numero. Il centravanti del Milan c’è. La prima casella è riempita. Ne resta un’altra. Al massimo due qualora Montella decidesse di rispolverare il 4-3-3. Ecco dunque che il cerchio si restringe. Se la giocano in tre. Silva, nettamente favorito su Cutrone, più grintoso, e Borini, meno goleador dei due, ma più prezioso a livello tattico. E poi c’è Sempre Suso, considerato un “dodicesimo”. Per lui nell’arco dei 90′ un posto si trova sempre.

Silva in panchina? Non scherziamo

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La prima alternativa a Kalinic. O forse, la spalla ideale di Kalinic. Silva si fa proprio fatica, a immaginarselo in panchina. Il portoghese non è l’ultimo arrivato. É il “figlio” calcistico di Cristiano Ronaldo. Un nove a tutti gli effetti che sta completando il proprio ambientamento a un calcio diverso, molto più tattico. Nel Portogallo non ha mai smesso di segnare. Nel Milan, ha iniziato quasi subito, poi una breve pausa, quindi il tris in Europa League. Destro, sinistro, non importa. Il risultato è sempre quello. Tre tiri, tre gol, medie da cecchino per questo giovane portoghese che sa sempre trovarsi al posto giusto al momento giusto e muoversi come pochi Ovvero sul filo del fuorigioco. Con movimenti e scatti tempestivi (che ricordano molto quelli del Superpippo nazionale), Silva riesce quasi sempre a scardinare la linea avversaria e a ritrovarsi faccia a faccia con il portiere avversario. Le conclusioni non sono sempre il massimo, ma l‘importante è gonfiare la rete, cosa che al ragazzo riesce benissimo.

Cutrone è un piccolo re Mida

cutrone milan

Cutrone un inizio di stagione scintillante: 8 gol 

 

Sebbene le sue azioni siano al momento tendenti al ribasso, non ci si può certo dimenticare di lui. Patrick Cutrone è forse la prima alternativa, più di Borini, ai due titolari. Giocatore completo. Segna in tutti i modi. Movimento a tagliare sul primo palo e secondo palo, di testa o di piede, sempre in anticipo sul diretto marcatore. Un po’ Montella, un po’ Inzaghi e tantissimo lavoro per la squadra e i compagni. La carta d’identità conta davvero poco: a dispetto dei diciotto anni Patrick Cutrone è già una realtà di un Milan che sta lavorando sui giovani.

Borini, in Inghilterra uno dei tanti, in Italia

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E poi c’è lui. Borini. Il più sottovalutato, ma uno dei più preziosi. Il perché è semplice: la feroce determinazione, l’impegno e la predisposizione al sacrifici non sono merce rara in Premier League, (dove infatti ha fallito), ma in Italia valgono tanto oro quanto pesano. Oltremanica, Borini era uno dei tanti. In Serie A no. Montella non rinuncia mai a cuor leggero alla sua presenza. Borini, sebbene impoverisca, da un punto di vista squisitamente tecnico, compensa con la capacità di fungere da equilibratore tattico. Coltello fra i denti e forza di volontà. Avesse altri piedi, sarebbe un fenomeno.