Redazione

Nikola Kalinic, un “si” che sembrava non arrivare mai…l. Questione di garanzie. La Fiorentina, prima di dilazionare il pagamento (5 subito + 20 di diritto di riscatto il prossimo anno) ha preteso certezze economiche, appunto, inviate (o da inviare) attraverso la posta elettronica. L’operazione non corre rischi. Resta di fatto conclusa. Kalinic è in Croazia. Domani a Milano. Lunedì le visite mediche, poi la presentazione. Per la felicità di tutti. La Viola incassa una bella sommetta. Il Milan ha ciò che rende felici Andrè Silva e Montella.

Il portoghese rischiava di subite la pressione

Andrè Silva sarà il primo a giovarsi della presenza di Kalinic. Il centravanti (quasi) ex viola allenterà la pressione su un ragazzo appena sbloccatosi e però già finito nel mirino della critica che non gli perdona, un rendimento al di sotto delle attese considerato lo sforzo economico (38 milioni) per portarlo a Milano. La prima risposta è arrivata nella doppietta in Europa League, ma restano sacche di scettici, che un Silva, un 1992, non può colmare da solo. Nè sopportare il peso dell’attacco. In questa ottica Kalinic è il partner perfetto: non è big sotto il profilo mediatico, non ne pregiudica la crescita. Me è terribilmente efficace.

Montella già se lo coccola e pensa al cambiamento

Montella si è impuntato, quasi imposto, su Kalinic. Lo ha quasi sponsorizzato: il tecnico rossonero ne apprezza lo spirito di sacrificio e la capacità di adattamento a più moduli di gioco. Kalinic sa dialogare con i compagni cercare la conclusione personale, attaccare lo spazio o aprirlo per l’inserimento dei compagni a rimorchio. Fra l’altro, in una squadra che presto vivrà la metamorfosi fra il 4-3-3 e il 3-5-2 Silva e Kalinic possono convivere serenamente. Il portoghese potrà concentrarsi su ciò che gli riesce meglio, ovvero capitalizzare gli spazi aperti dalla prima punta. Kalinic ci metterà il cuore e la tecnica. Il classico acquisto azzeccato.