Redazione

Giovane, promettente, a costo contenuto. Le condizioni sono quelle giuste, e allora scatta l’affondo. L’interesse dell’Inter per Yann Karamoh, guizzante ala destra del Caen, si può riassumere in un solo nome, Walter Sabatini. Che sonda il mercato, con il suo conclamato mestiere, e mentre tutti si aspettano il grande colpo degno delle casse del gruppo Suning, tenta di piazzare uno dei suoi classici acquisti, quelli che in fondo lo hanno contraddistinto nel corso della lunga e onorata carriera. Giovani di belle speranze che si trasformano in campioni di livello internazionale. L’elenco è lungo. Ci sarebbero Pastore e Marquinhos, giusto per citarne un paio. E dato che in Francia si sta lavorando sull’arrivo di Dalbert (la telenovela potrebbe chiudersi i primi giorni di agosto), tanto vale passare da Nizza a Caen per andare a scoprire la nuova stella del calcio transalpino. Sì, ok le promesse, va bene guardare al futuro, però…

Però la piazza è scontenta. Anzi, più che scontenta è quasi sotto shock. Si aspettava (come del resto tutti) un mercato fatto di nomi altisonanti, campioni da accogliere a Malpensa in migliaia di persone, palate di milioni spesi una volta assestato il fastidiosissimo Fair Play Finanziario. Tutto ciò è accaduto, ma sul lato sbagliato della città. L’immobilismo dell’Inter sarebbe stato male accolto comunque, ma davanti allo strapotere del Milan appare più simile ad una presa in giro piuttosto che a una precisa scelta societaria. Arrivi? Finora Skriniar e Borja, calciatori che di certo saranno utilissimi nello scacchiere tattico di Spalletti, ma che non fanno certo sgranare gli occhi ai tifosi, più il giovanissimo Colidio, che sicuramente sarà l’attaccante dell’Inter del futuro, ma che intanto arriverà a gennaio e che comunque è stato pagato sei milioni. Partenze? Salutati Caprari (che a Milano non ci ha comunque mai messo piede) e Banega, in attesa di definire la situazione Perisic e quella di Candreva.

Sia l’esterno croato che quello azzurro sono richiesti dalla Premier League. Perisic è in cima alla lista dei desideri di Mourinho e dei tifosi dello United, Candreva è l’ultima idea di Conte per rafforzare il suo Chelsea. Due affari fattibili, che però porterebbero in dote all’Inter altri soldi per quella che il coordinatore delle attività sportive del gruppo Suning ha definito senza mezzi termini una campagna acquisti difficile. Ma difficile perchè? I fondi ci sono (e come visto potrebbero arrivarne degli altri), ma paradossalmente dei grandi acquisti che ci si poteva immaginare per l’Inter, neanche l’ombra. Passano nomi, suggestioni, come Di Maria, Bale, o addirittura Kroos (lo stesso Sabatini si è ovviamente sbrigato a smentire qualsiasi voce al riguardo), ma poi alla prova dei fatti si punta sui Karamoh.

Karamoh: basterà per cambiare il volto dell’Inter?

Che, intendiamoci, può anche essere il giocatore che manca a Spalletti per trasformare un agglomerato tatticamente scoordinato in una squadra capace di esprimere al meglio il suo potenziale che, ultime stagioni a parte, è alto e indiscusso. Ma che di certo non regala all’ambiente la spinta necessaria a superare una depressione che, dopo gli anni di abbuffate culminati nel Triplete, sembra avvolgere tutto l’ambiente Inter. Durante le scorse sessioni di mercato si è speso tanto, ma male. I volti di Kondogbia e Gabigol (più di quello di Joao Mario, che nel progetto spallettiano potrebbe e dovrebbe trovare posto), che i tifosi interisti ancora vedono in ogni allenamento e sporadicamente anche in partita, simboleggiano un eccesso che non andava ripetuto. Ma la carenza di nuovi acquisti, almeno finora, sempre in attesa di quei famosi botti che vengono posticipati di giorno in giorno, è l’altra faccia di una medaglia che gli interisti preferirebbero comunque non vedere.