Adriano Stabile

Solo un bravo regista avrebbe potuto fissare l’inizio della Serie B giapponese per domenica 26 febbraio, proprio nel giorno in cui Kazu Miura compirà 50 anni, con la possibilità di festeggiare in campo uno storico compleanno da attempato attaccante dello Yokohama, formazione della J2 League. Lo scorso gennaio l’ex punta del Genoa ha rinnovato il suo contratto per un’altra stagione con il club in cui milita ormai da oltre due lustri. E nello Yokohama toccherà il mezzo secolo di vita da calciatore professionista: un’impresa quasi unica nella storia del football.

Kazu Miura

Kazuyoshi Miura oggi nello Yokohama (foto J League )

La storia di Kazu Miura

In Italia Kazuyoshi Miura è ricordato ancora con simpatia per essere stato il primo calciatore giapponese del nostro Paese, acquistato dal Genoa quasi 23 anni fa. Accolto con grande diffidenza, Miura nel corso della stagione 1994-95 si dimostrerà un calciatore dignitoso, ma tutt’altro che un fulmine di guerra: «Chiamatemi Kazu, il mio nome di battaglia, sul campo sarò un guerriero» dice, suscitando una certa ilarità, nel giorno della sua presentazione a Genova, il 28 luglio 1994. Il giorno prima era atterrato nel capoluogo ligure accompagnato dalla moglie, nove amici e ben sei troupe televisive giapponesi. Fortemente voluto dal presidente Aldo Spinelli, viene “camuffato” da acquisto puramente tecnico, quando in realtà si tratta di un’operazione di marketing, con tanto di società (la Urbis Sport di Tokyo), titolare dei diritti di immagine. «Miura è un grande giocatore e lo dimostrerà in campo», dice forzatamente convinto Spinelli. «La scelta del Genoa è stata esclusivamente di ordine tecnico – rivendica il direttore generale Maurizio Casasco, un paio di giorni più tardi – Miura è un campione in Giappone, lo diventerà anche in Italia».

GLI INIZI IN BRASILE E I GOL NEL SANTOS
Miura, che quando arriva in Italia ha 27 anni, non è l’ultimissimo arrivato: nel 1982, ancora quindicenne, è emigrato in Brasile per formarsi nella Juventus di San Paolo e poi debuttare in prima squadra nel 1986, con la maglia del Santos, pioniere giapponese del calcio brasiliano. Con lui, nella mitica squadra di Pelé, c’è anche il fratello maggiore Yasutoshi Miura, che però ben presto se ne torna a casa.

Kazu Miura

Miura, al centro, nel Santos nel 1985 (Foto Placar Magazine/Nelson Coelho)

Kazu o Kazuo, come lo chiamano in Sudamerica, gioca un paio di partite nel Santos e poi gira in prestito svariati club brasiliani, per farsi le ossa: milita nel Palmeiras, nel Matsubara di Cambarà, nel Clube de Regatas Brasil, nel XV de Novembro di Jaú e nel Coritiba (con cui vince il campionato paranaense 1989).
Torna al Santos nel 1990, guadagnandosi la fiducia dei tifosi paulisti che gli danno il soprannome di “sterminatore verde” dopo una grande prestazione con gol contro il Palmeiras, battuto 2-1 in trasferta il 29 aprile di quell’anno.
Nel frattempo debutta nella nazionale giapponese, con cui giocherà fino al 2000 collezionando 89 presenze e 55 gol, e se ne torna in patria alla fine del ’90, per diventare la stella dello Yomiuri, poi diventato Verdy Kawasaki quando nel 1993 viene creata la J-League, la superlega del calcio nipponico.

ESORDIO CON IL MILAN E NASO ROTTO IN UNO SCONTRO CON BARESI
Proprio dal Verdy lo preleva, in prestito, il Genoa. All’esordio in campionato, contro il Milan, Miura si rompe il naso scontrandosi con “Franz” Baresi. Operato per la frattura del setto nasale, torna ad allenarsi dopo un paio di settimane. Con la maglia del Grifone raccoglie 21 presenze di cui 10 da titolare. È una stagione tribolata per il club rossoblù che, pur avendo in rosa gente come Tacconi, Skuhravy, Ruotolo, Galante e Marcolin, cambia tre allenatori (Scoglio, Marchioro e Maselli) retrocedendo in Serie B.

L’unico gol, Miura, lo segna il 4 dicembre 1994, nel derby contro la Sampdoria, posticipo serale della 12ª giornata. Schierato a sorpresa titolare da Marchioro, dopo 13 minuti l’attaccante giapponese si intrufola tra Mannini e Vierchowod per andare a raccogliere un appoggio di testa di Skuhravy e girare il pallone in rete di esterno destro, anticipando l’uscita di Zenga.
L’illusione genoana però dura soltanto un minuto, il tempo necessario a Vierchowod di firmare il pareggio con un’incornata. Vanno in gol per la Samp anche Lombardo e Maspero, rendendo inutile l’ultima segnatura genoana di Galante. I blucerchiati vincono 3-2.

«Miura ha fatto un’ottima partita, è stato molto difficile controllarlo», dice dopo il match Sven Goran Eriksson, allenatore della Sampdoria. «Ho saputo di giocare l’intera partita poco prima della gara – racconta Kazu negli spogliatoi – l’allenatore mi ha detto di giocare libero di andare a destra e a sinistra, soprattutto di muovermi e di non stare fermo. Ho giocato molto concentrato ed ero molto emozionato. Sono contento del mio gol, ma mi dispiace perché abbiamo perso. L’atmosfera del derby è stata magnifica».

Nella stracittadina di ritorno Miura non è titolare, ma il suo ingresso a metà ripresa coincide con il forcing finale del Genoa, che trova la vittoria in rimonta, 2-1, grazie a un calcio di rigore di Skuhravy, concesso per fallo sullo stesso attaccante ceco da parte di Marco Rossi. Miura, il 29 gennaio 1995, è in campo anche in occasione della tragica partita di ritorno contro il Milan, quando l’arbitro Beschin decide di interrompere la gara in seguito alla notizia della morte, fuori dallo stadio Ferraris, del tifoso genoano Vincenzo Spagnolo, ucciso da una coltellata di un milanista.

Kazu Miura

Miura nudo in una pubblicità del 1997 (foto Placar Magazine)

L’ESCLUSIONE A SORPRESA DA FRANCIA ’98
L’avventura italiana di Miura finisce 22 anni fa, mentre la sua carriera sembra continuare in eterno. Nel 1997 trascina la sua nazionale alla prima partecipazione a un Mondiale, segnando 14 gol nelle qualificazioni, ma incredibilmente non viene convocato per la fase finale di Francia ’98. Preselezionato a maggio, Miura è escluso a sorpresa dal ct Takeshi Okada a pochi giorni dalla rassegna iridata, al momento di consegnare alla Fifa la lista definitiva dei 22 convocati.

Nel 1999 lascia il Verdy Kawasaki per giocare nella Dinamo Zagabria, in Croazia, mentre nell’inverno 2005-06 milita per un paio di mesi in Australia, nel Sydney. Il suo nuovo allenatore Pierre Littbarski, per anni sgusciante ala della nazionale tedesca e campione del mondo nel 1990 a Roma, pur non essendo uno sprovveduto si lascia sfuggire un furbesco paragone: «In Germania Beckenbauer è il migliore di tutti e tutti lo amano. Miura è la sua versione giapponese».

Miura Yokohama

Miura, al centro, nella foto di presentazione del match di domenica prossima

Dopo la breve sortita australiana Miura se ne torna a casa, a 39 anni, per chiudere la carriera nello Yokohama. Il suo però è un addio infinito che dura ormai da 11 stagioni: l’anno scorso, nella Serie B nipponica, è andato a segno due volte, l’ultima ad agosto a 49 anni, 5 mesi e 12 giorni, un record per il paese del Sol Levante e non solo.
Domenica si appresta a iniziare la sua trentaduesima stagione da professionista, proprio nel giorno del suo cinquantesimo compleanno: il match casalingo contro il Matsumoto Yamaga sarà una grande festa.

Miura carriera

L’infinita carriera di Miura (da National Football Teams.com)