Redazione

Tanto tuonò che piovve: Keita non è stato convocato per la sfida di Supercoppa contro la Juventus. Inzaghi, in conferenza stampa, aveva lasciato intuire qualcosa. Lo avrebbe guardato negli occhi e poi avrebbe deciso. In realtà la decisione era già presa.

Una decisione che accelera la cessione

La delusione dell’attaccante senegalese non si è fatta attendere. Come consuetudine, il ragazzo si è sfogato attraverso i social. Senza remore. Nè peli sulla lingua

Attacco durissimo alla società. E anche a Simone Inzaghi, evidentemente tacciato di non curare i meriti sportivi. Ascoltando la campana di Keita, è accaduto qualcosa che va oltre la questione tecnica.

La tifoseria, però, lo condanna

Keita si è illuso di cinguettare il proprio disagio sul proprio profilo e trovare qualcuno che lo difendesse? Un esercizio di ottimismo esagerato. La stragrande maggioranza dei tifosi lo ha immediatamente condannato.  La piazza virtuale ha sentenziato. POLLICE VERSO. Si sente presa in giuro. Considera quelle parole come un falso attaccamento alla maglia. L’interrogativo più ricorrente riguarda il rinnovo del contratto: se Keita è cosi legato alla Lazio, perchè non ha firmato il rinnovo del contratto? Una domanda a cui può rispondere solo il calciatore. E che innesca una serie di interrogativi

Chi ha torto? Keita o la Lazio?

Perchè Keita non gioca? Si vogliono evitare incidenti diplomatici? La Lazio sta mercanteggiarlo per venderlo, oppure sta disperatamente cercando di trattenerlo? Il confine è estremamente labile. L’unica certezza è che la non convocazione dipenda dalle famose “voci”. Lo ha detto chiaramente Inzaghi. E lo ha confermato estromettendolo dalla lista dei convocati. Il problema è capire quali siano le “voci”. E sopratutto di chi. Tutto troppo nebuloso. Eppure tutti, calciatori e allenatore avevano chiesto chiarezza.

Sarebbe bastato buon viso a cattivo gioco

Un finale inevitabile. Tutti sapevano che Keita non avrebbe rinnovato il contratto, complice il fortissimo interesse manifestato dalla Juventus. Così come tutti sapevano che i bianconeri sarebbero stati i rivali della squadra di Keita in Supercoppa. E allora, che senso ha trascinarsi una situazione così scomoda sino alla vigilia della gara? Non ha più senso non convocarlo per gli allenamenti, piuttosto che lasciarlo a casa a 24 ore dal match? E sopratutto, arrivati a questo punto, perchè non accettare, buon viso cattivo gioco, la situazione e schierarlo in campo sperando si comporti da professionista? No? Meglio giocarsi una finale senza il miglior elemento?

Inzaghi vittima o carnefice?

Evidentemente è destino che la storia fra la società e il calciatore senegalese sia nata, e finirà, in mezzo a troppe chiacchiere. Chi ci rimette, in tutto questo, è la LazioInzaghi è costretto, complici le defezioni di Felipe, a giocarsi la finale con un tridente spuntato.

Se l’allenatore è il carnefice di Keita, si è preso una grande responsabilità di fronte al gruppo. Anche perchè il calciatore si dichiara preparato e concentrato.

Se Inzaghi ha detto “si” alla società, rischia di restare vittima della scelta impostagli. Una cosa è la Lazio con Keita, e Immobile. Un altra è con il solo Ciro abbandonato a se stesso. Nel dubbio, resta l’enorme amarezza. Mai, come questa volta, la Juventus era battibile. La Lazio, però, è riuscita ancora una volta, a complicarsi la vita.