Dario Marchetti

Nove giorni alla fine del mercato e il caso Keita non sembra trovare soluzione. Se fosse un romanzo noir potremmo intitolarlo come Raymmond Chandler fece con il suo libro “The long good-bye” (Il lungo addio). Già, perché i contorni che sta assumendo la separazione tra il calciatore senegalese e il club biancoceleste possono essere definiti quanto meno singolari. Da una parte il giocatore e il suo entourage pronti a lasciare la Capitale e con un accordo verbale in mano con la Juventus, dall’altra una società con un tesserato a scadenza di contratto nel 2018 e ferma nel non voler accettare un’offerta inferiore ai 30 milioni. Il risultato? Uno stallo lungo un’estate e certificati medici che giustificano lo stress di Keita e l’assenza da Formello in queste ultime settimane.

Tra Juventus e Milan gode l’Inter?

Le richieste per accaparrarsi le prestazioni dell’ex Barca di certo non mancano. Dalla Juventus al Milan fino a Napoli ed Inter. I bianconeri, però, non intendono spendere più di 15 milioni di euro e questo si scontra con la volontà di Lotito, il quale non sembra curarsi della scadenza imminente del contratto. Il ragazzo vuole solo la squadra di Allegri, ma a quelle cifre l’affare non si farà. In più la permanenza di Cuadrado e il cambio modulo non sembrano agevolare l’arrivo del senegalese. Il Milan intanto ha offerto 32 milioni, ma il “no” arrivato dal procuratore del centravanti è stato chiaro. In tutto questo marasma di offerte c’è anche l’Inter che attende speranzosa e silenziosamente il momento giusto per piazzare l’affondo finale. Schick sembra correre verso la Roma, il Financial Fair Play non permette ad Ausilio&co di spendere subito i 38 milioni chiesti da Ferrero e Spalletti qualora dovesse perdere Candreva chiederebbe con forza l’esterno della Lazio.

Contropartite e buoni rapporti le chiavi del paradiso

La trattativa con l’Inter non sarebbe facile, ma gli escamotage potrebbero essere molteplici. Lotito non si muove dalla richiesta di 30 milioni, i nerazzurri non possono offrire tanto, ma possono arrivarci attraverso le contropartite. Jovetic in prima fila. Il montenegrino non fa parte del progetto di Spalletti e sarebbe l’alternativa perfetta a Keita visti anche i pochi giorni di mercato rimasti. Sul piatto l’Inter potrebbe mettere anche Eder e per ultimo Gabigol. In questo scenario, poi, entrerebbe con insistenza Walter Sabatini. Il suo passato in biancoceleste e gli ottimi rapporti con Lotito e Tare potrebbero facilitare l’operazione. Fu l’attuale coordinatore tecnico del centro Suning a portare nella Capitale lo stesso Tare nel 2005 e da quel momento i contatti sono stati praticamente quotidiani. In questi dettagli si possono celare le chiavi del paradiso (termine caro allo Spalletti giallorosso) trovando una soluzione che accontenterebbe tutti. Lotito farebbe cassa e prenderebbe il sostituto in un colpo solo, l’Inter troverebbe il giocatore giusto da mettere sulla fascia destra e il calciatore non rimarrebbe fermo fino a febbraio in attesa della Juventus che lo prenderebbe solamente a parametro zero. Insomma, il countdown al 31 agosto è partito e stiamo pur certi che il mercato non mancherà di stupirci.