Luigi Pellicone

Keita, che fine ha fatto? Dopo un avvio difficoltoso l’ex giocatore della Lazio si è finalmente sbloccato. La sua rete al Bordeaux aiuta il Monaco a risalire la china della classifica. La squadra del Principato è a -4 dal Paris Saint Germain e non ha ancora totalmente accantonato il sogno di vincere il campionato.

Sinora è un quasi flop

Al netto delle ultime due prestazioni, Keita sta faticando parecchio nel Principato: sinora appena 274′ giocati in Ligue 1 e solo recentemente Jardim gli ha concesso un pizzico di fiducia e più di qualche scampolo di titolarità. Scelte ripagati con i gol contro il Bordeaux e il Caen. Reti importanti, d’accordo. Quanto pesanti? Beh, le due marcature potrebbero rappresentare una svolta, ma anche l’eccezione alla regola. In generale Keita non gode della totale fiducia dell’allenatore: sino a fine settembre non ha mai visto il campo e solo negli ultimi 15 giorni ha giocato con una certa continuità. Di certo i gol degli ultimi giorni non devono trarre in inganno. Jardim, sinora, gli ha spesso preferito Thomas Lemar, ex Caen che evidentemente conosce meglio il calcio francese. Se Keita si sia dovuto ambientare, o il Monaco abbia clamorosamente sbagliato valutazione, lo dirà il tempo.

Nessun rimpianto nessun rimorso

Keita, in una intervista rilasciata in Francia, sostiene di non aver rimpianti, né rimorsi. Evidentemente ricambiato dalla Lazio. La squadra ha imparato in fretta a fare a meno di lui in brevissimo tempo. Ala imprendibile del 4-3-3 praticato lo scorso anno, difficilmente avrebbe trovato spazio nel 3-5-1-1 disegnato da Simone Inzaghi che sta regalando tantissime soddisfazioni in questa stagione. Keita, fra l’altro, voleva andare via e aveva perso gli stimoli e il suo addio, tutto sommato ha reso tutti felici. Il calciatore ha cercato e trovato, a suo avviso, una dimensione più europea. La società biancoceleste ha incamerato una ricchissima plusvalenza. La sua partenza, fra l’altro, ha “liberato” anche mentalmente, uno spogliatoio che faticava a sopportalo e agevolato il cambio di modulo. A volte, un addio, seppur doloroso, è utile per trovare la felicità di entrambi.