Redazione

L’Inter è a Roma per giocare su più tavoli. Gioca con la Roma, ma parla con la Lazio.  Sul campo, una sfida delicata ma non decisiva. Il calciomercato, invece, è agli sgoccioli: non si può sbagliare più. Sfumata la pista che porta a Schick, il cerchio si restringe su due obiettivi. Keita e Mustafi. Da raggiungere presto, bene e spendendo il meno possibile. Facile no?

Mustafi vuole l’Inter, ma l’Arsenal vuole i soldi…

Oltremanica, c’è Mustafi. Una vecchia conoscenza del calcio italiano finito in naftalina a Londra, sponda Arsenal e che non vede l’ora di tornare in Italia. Il ragazzo si è ritrovato chiuso nella stretta morsa della concorrenza. Wenger, in quel ruolo ha già Mertesacker, Koscielny e Holding. All’Inter piace parecchio e il ragazzo è consapevole che in nerazzurro ha molte più possibilità di scendere in campo. Quindi…è meglio che inizi a spingere per la cessione in modo da agevolare la trattativa. Le caratteristiche del centrale tedesco si sposano con le esigenze di Spalletti: gran fisico, senso della posizione, si fa apprezzare anche in fase d’appoggio. Resta da capire come portarlo a Milano. Due possibilità: o si spendono 15-20 milioni (che non ci sono) o si aspettano le ultime ore in modo che i gunners possano abbassare il prezzo o, meglio ancora, concederlo in prestito con diritto di riscatto.

Keita, anche molto meglio di Schick

E se l’Inter tornasse da Roma con tre punti e Keita? Ipotesi ottimistica, ma non campata in aria: Sabatini, sfruttando la trasferta capitolina, ha allacciato i rapporti con la società biancoceleste. Le richieste sono note, cosi come la situazione finanziaria nerazzurra. Lotito vuole 30 milioni, ma l’Inter ha in casa le contropartite tecniche necessarie per abbassare le pretese del presidente della Lazio. In primis, Eder. E poi, ci sarebbe anche Ranocchia, specie se dovessero arrivare Mustafi e/o Mangala. Keita è l’ideale per Spalletti. Esterno, o seconda punta. Agile, veloce, potente. Ha più senso del gol di Schick e può coesistere con Perisic. Perfetto per il modulo di Spalletti. Con quei tre lì davanti, l’Inter ha un potenziale da 40/50 gol. Tradotto: si parte da 1-0. E non è poco. Si può fare? Sarebbe da fare.