Redazione

Inter, Sabatini Scarica Schick, ma c’è da sbrigarsi. Keita. Subito. Prima di…ieri. Se Sabatini ed Ausilio sono pronti a staccare un assegno da 30 milioni di euro per Schick, significa che esiste la possibilità concreta di arrivare al senegalese. E i soldi sono più che sufficienti per accontentare Lotito e…Spalletti. L’arrivo dell’esterno della Lazio permetterebbe al tecnico diverse soluzioni tattiche e trasformerebbe l’Inter in una corazzata lì davanti. Perchè è vero che Schick è un giovane di grandi prospettive, ma è innegabile che Keita, di appena 10 mesi più “vecchio” sia un investimento più “sicuro”. Per tre buoni motivi

1) Che tridente, con Perisic e Icardi?

Il giocatore della Lazio è reduce da un finale di campionato straordinario. Straripante. In ogni ruolo. Esterno, prima punta, seconda punta. 16 gol tutti di splendida fattura. Agile, veloce, potente. Ha più senso del gol di Schick è già più completo e ha margini di miglioramento ancora inesplorati. L’arrivo del senegalese all’Inter completerebbe un tridente secondo, forse, solo a quello della Juventus. La coesistenza con Perisic è possibile. Anzi. Auspicabile. Con il loro supporto, Icardi, che è gia una macchina da gol, è destinato a trasformarsi in un’arma non convenzionale. Fra l’altro gli esterni allenati da Spalletti arrivano spesso in doppia cifra. Dunque non serve una laurea in economia. Con quei tre lì davanti, l’Inter ha un potenziale da 40/50 gol. Tradotto: si parte da 1-0. E non è poco.

2) Keita è interscambiabile ed efficacissimo su entrambe le fasce

Obiezione: Keita gioca a sinistra. Respinta. L’esterno, nella Lazio, partiva da sinistra, il che è totalmente diverso. E poi, sia il senegalese, che Perisic sono ambidestri. E possono scambiarsi le posizioni nel 4-2-3-1 che ha in mente Luciano Spalletti. I più scettici possono rivedersi i gol messi a segno dal Balde giovane: uno in particolare, se lo ricorda Skriniar. Lazio-Sampdoria: Keita taglia alle spalle, detta il passaggio, si inserisce dal vertice destro e spara. Gol. Molto più efficace di Candreva, che spesso e volentieri interrompe il flusso di gioco perdendo due o tre tempi in inutili veroniche.

3) Molto meglio di Schick. Anzi, ideale per il gioco di Spalletti

Schick meglio di Keita? Andiamoci molto piano. L’attaccante ceco ha stupito. Balde ha già dimostrato: è un calciatore perfetto per il modulo di Spalletti. Il senegalese non aspetta mai il pallone e quando lo riceve non arresta l’azione. É uno dei migliori in fase di transizione, aiutato da un fisico che ne agevola la progressione. Il vero solco che lo differenzia da Schick è, però, l’intensità di gioco. Keita ha maggiore velocità e presenza nel gioco. É capace di percorre a perdifiato 60 metri e lasciare qualsiasi difensore sul posto senza disperdere percezione, lucidità e visione del gioco. Il che gli permette, con quei piedi, delle soluzioni infinite. Premesso ciò, resta un’ultima domanda. Considerati i buoni rapporti fra Lotito e Sabatini, cosa si aspetta a portarlo a Milano?