Adriano Stabile

Gabor Kiràly e Shay Given, sono loro i due grandi vecchi di Euro 2016. Allo stato attuale (le rose dei convocati, teoricamente, possono ancora essere cambiate) sono loro gli unici due quarantenni della rassegna continentale che partirà il 10 giugno in Francia. Entrambi portieri, Kiràly batte Given per anzianità di 19 giorni: il primo, ungherese, è nato il 1° aprile 1976 mentre il secondo, irlandese, è nato il 20 aprile.

Kiraly e Given, 40 anni e non sentirli

Kiràly è ormai noto al grande pubblico per la sua abitudine di schierarsi tra i pali con i pantaloni lunghi (e grigi) della tuta. Qualcuno, per questo, l’ha definito “l’ultimo romantico con il pigiamone”. Un’abitudine, quella dei pantaloni lunghi, nata quasi per caso una ventina d’anni fa e mantenuta per scaramanzia allorché il suo club dell’epoca, l’Haladàs, vinse otto partite consecutive. L’anno scorso, dopo un lungo peregrinare per l’Europa, è tornato nella sua squadra di gioventù.

Nella sua lunga carriera Kiràly ha giocato in Germania (titolare dell’Hertha Berlino dal 1998 al 2004), Inghilterra (Crystal Palace, Aston Villa e Burnley tra il 2004 e il 2009), ancora Germania (Bayer Leverkusen e Monaco 1860 tra il 2009 e il 2014) e nuovamente Inghilterra (Fulham nel 2014-15) prima di tornare in patria. In nazionale ci gioca da 18 anni, avendo esordito contro l’Austria nel 1998: lo scorso 20 maggio, scendendo in campo in amichevole contro la Costa d’Avorio, è diventato il calciatore con più presenze della nazionale ungherese, 102, battendo il record del mitico József Bozsik, che resisteva da una sessantina d’anni. Affidabile e sempre pronto, dovrebbe essere lui il titolare dell’Ungheria anche a Euro 2016, perché difficilmente il ct Storck gli preferirà i poco esperti portieri Dibusz (del Ferencvaros, 4 presenze in nazionale) o Gulacsi (del Lipsia, 3 presenze in nazionale).

Given, un mito nel Newcastle

Difficilmente sarà titolare della sua nazionale, l’Irlanda, Shay Given, cui il ct Martin O’Neill dovrebbe preferire Darren Randolph che però nel suo club, il West Ham, non è neanche titolare. Per la verità anche Given, da un paio d’anni, vede pochissimo il campo: nell’ultima stagione ha collezionato appena 2 presenze nella Premier League inglese con lo Stoke City (anche a causa di un grave infortunio a un ginocchio), mentre l’anno precedente, nell’Aston Villa, è stato schierato soltanto 3 volte. E’ il segno del passare del tempo per un portiere che, per 12 anni, è stato una colonna del Newcastle, con cui ha giocato 462 gare ufficiali tra il 1997 e il 2009. Poi, a quasi 33 anni, non ha resistito alla tentazione della chiamata del Manchester City, mollando i “Magpies” a metà stagione: «Mi si spezzerebbe il cuore se andasse via perché è uno dei migliori portieri al mondo – disse il suo allenatore di allora, Joe Kinnear, poco prima dell’addio di Given – devo comunque ammettere che è difficile dire di no al City». A Manchester Given ha vissuto un anno e mezzo gratificante, prima di essere messo da parte da Roberto Mancini.

Shay Given

Shay Given, portiere dell’Irlanda, ha 40 anni

22 anni fa conquistò Dalglish

La sua carriera da professionista parte da lontano, nel Celtic Glasgow, in Scozia, prima di suscitare l’interesse di Kenny Dalglish che lo volle a 18 anni nel Blackburn, proprio nella stagione del suo ultimo titolo inglese (1994-95). L’avventura nella nazionale irlandese, per Given, è iniziata oltre 20 anni fa e si è  arricchita con 134 presenze, che ne fanno il secondo calciatore nella classifica di tutti i tempi dietro a Robbie Keane, capitano dell’Irlanda dall’alto delle sue 143 gare. Oggi Given è un mito. «Quando ero più giovane, con i miei amici, parlavamo dei calciatori che giocavano Europei e Mondiali – ha raccontato ieri Randolph, che dovrebbe essere il titolare tra i pali dell’Irlanda – e Given era tra quei calciatori». Ora si troverà a rimpiazzare il suo mito, che resterà in panchina. Un peso non da poco.