Stefano Impallomeni

Miroslav Klose ha detto basta. Sarà l’assistente di Low in nazionale e poi allenatore. La Germania nel cuore anche da non giocatore per non interrompere un filo costante con il glorioso passato. Klose è stato un formidabile campione e chissà se riuscirà a compiere lo stesso percorso da allenatore. Glielo auguriamo, perché un tipo come lui è stato un esempio di lealtà sportiva, di comportamenti virtuosi non soltanto in campo. Pochi capricci e tanta sostanza. Klose è stato soprattutto questo. Una garanzia. Il suo ritiro è sicuramente una notizia da commentare. La carriera dell’attaccante tedesco è quasi unica. Gigantesco nei numeri e nelle prestazioni. L’ex attaccante della Lazio ha avuto poco da invidiare a gente come Pelè e Seeler con i quali condivide il primato di aver segnato almeno una volta in quattro edizioni differenti di un Mondiale. Un record difficile da battere. E non solo. E’ ancora il re del gol (16) di sempre nelle fasi finali di un campionato del mondo. Con la Germania ha fatto più gol di ogni altro giocatore. Ben 71 le reti messe a segno, tre in più di Gerd Muller che però di partite ne ha giocate di meno. Ma il primato è tutto suo e i primati vanno raccontati visto che non sono pochi da elencare. Soltanto Lothar Matthaus lo precede nelle presenze all time con la nazionale tedesca (150 vs 137), e sempre Matthaus, con 25 presenze, lo supera di una lunghezza nella classifica dei calciatori di ogni epoca che hanno partecipato a un Mondiale in cui a 23 apparizioni troviamo il nostro Paolo Maldini.

Klose: gol e assist. Un centravanti immarcabile

Tanti gol e un valore ineguagliabile nell’equilibrio del gioco. Klose non è stato soltanto uno stoccatore implacabile, ma un centravanti speciale, molto generoso, intelligente, adattabile a qualsiasi modulo. Klose, insomma, più che un esteta del calcio è stato una sintesi di un ruolo. Non era bello a vedersi, ma terrificante nel cercare la profondità, lo scatto bruciante e falliva difficilmente l’appuntamento con la realizzazione. In certi casi, Klose è stato davvero immarcabile. Rendimento altissimo e una caterva di assist hanno contraddistinto il resto. Un vero sovrano in Bundesliga dal 2004 al 2011: con 43 assist ha fatto meglio di Schweinsteiger, un centrocampista. Senza dimenticare il suo finale di carriera. All’età di 33 l’arrivo alla Lazio. In 5 stagioni nessuno è stato come il tedesco: 54 reti e 21 assist in 139 partite. Cifre sensazionali che testimoniano l’efficacia del suo apporto. Klose è stato un vero leader, a tutto campo, che sapeva trascinare squadre modeste e, persino, sapeva trascinare anche l’impossibile, migliorando le qualità dei suoi compagni . E’ uno che mancherà al calcio mondiale e al calcio italiano. Avrebbe potuto continuare, soprattutto in serie A. Il Napoli lo avrebbe sondato. Ma Klose ha detto basta. Meglio così. Meglio lasciare lasciando l’immagine migliore. Quella delle sue innumerevoli imprese e quella di uno dei migliori centravanti della storia del calcio.