Luigi Pellicone

Smascherato. Sbugiardato. Malconsigliato. Kondogbia e chi lo segue hanno commesso un errore colossale. Non presentarsi all’allenamento intacca l’ immagine da professionista. L’Inter non lo vuole più. E nessuno è interessato ad acquistarlo. Un danno inenarrabile per il giocatore e la società nerazzurra alla vigilia della stagione che conduce al mondiale.

Una minusvalenza inaccettabile per l’Inter

La situazione si è complicata. La “kondogbiata” si riflette sul mercato. In estate l’entourage del calciatore ha proposto il proprio assistito a mezza Europa ricevendo sempre la stessa risposta. “No grazie”. Alla prima occasione utile, il Valencia, ci si è buttato a capofitto. Senza fare i conti con l’oste, però.

Il prezzo del cartellino. L’Inter non può generare minusvalenze. Quindi il francese non può essere ceduto per meno di 25 milioni. Nessuno, specialmente dopo quanto accaduto nelle scorse ore, è disposto ad accollarsi il rischio di un investimento così oneroso per un calciatore che mostra evidenti lacune caratteriali.

Educazione Spallettiana

Spalletti ha messo alla berlina Kondogbia. E forse è l’unico modo per salvarlo. Un paradosso che ha il retrogusto di una lezione salutare: il tecnico toscano si è concentrato, non a caso, sul concetto di professionalità. Qualcosa che appartiene a chi si presenta all’allenamento ben consapevole che il proprio destino sia comunque lontano da Milano.

Un segnale forte: il Suning Center non è il villaggio vacanze dello scorso anno. Spalletti pretende il rispetto per il lavoro e i sacrifici, fra l’altro ben remunerati a livello economico. É inammissibile che uno ragazzino assuma certi atteggiamenti con una società come l’Inter. Vuole vincerla facile? Non ci riuscirà. E se ne assumerà tutte le conseguenze.

Il futuro? Ceduto alle condizioni richieste. O resta a meditare

Il futuro immediato di Kondogbia? Esistono due opzioni. Sarà ceduto alle condizioni richieste. Oppure in punizione a meditare sugli errori commessi. L’Inter vuole liberarsi di un calciatore che dimostra, ancora una volta, di avere poco sale in zucca. Sarà ceduto, certo. Solo alle condizioni richieste. 25 milioni di euro. Non un centesimo di meno. Del resto, se crede di valere più dell’Inter, non avrà problemi ad accasarsi altrove. O no?

E se non ci riuscisse? Beh, l’era Moratti è finita da un pezzo. Non ci sono figli viziati. Nè sono ammessi colpi di testa. Qualora Kondogbia restasse in nerazzurro dovrà conoscere e fraternizzare con un vocabolo sconosciuto: umiltà.