Francesco Cavallini

Le prime due partite del campionato, oltre ad una sconfitta contro l’Inter, hanno portato a Roma qualche prevedibile malumore. Il mercato non ha soddisfatto tutti, ci si lamenta dell’assenza di un centrale di difesa, ma in realtà la casella che, causa sfortuna, è rimasta sguarnita è quella del terzino destro. Un ruolo a cui i tifosi giallorossi tengono parecchio, memori delle sgroppate di campioni come Nela e Cafu, che con la loro numero 2 rappresentano gli ultimi scudetti visti nella Capitale romanista. Dicevamo causa sfortuna, perchè nonostante qualche improvvisato invito a gettarsi di nuovo nelle trattative, la Roma di terzini destri ne ha in rosa ben tre. Una serie di eventi molto…romanista ha portato Di Francesco a dover schierare Juan Jesus su quella fascia, ma già dal prossimo match di campionato avrà di nuovo l’imbarazzo della scelta.

Karsdorp, un treno a motore diesel

Sulla carta il titolare è Karsdorp, arrivato a Roma a inizio luglio per circa quindici milioni con l’etichetta di futuro top player. Poi, sarà l’aria della Capitale (che ai terzini non sembra fare molto bene), ma un’operazione al menisco già concordata prima del suo acquisto lo ha tenuto fuori. Tutto secondo protocollo, l’olandese sta ricominciando a lavorare a pieno regime coi compagni e a recuperare il tempo perso in sede di preparazione. Per Di Francesco, che lo voleva già ai tempi del Sassuolo, è il terzino perfetto. Forza fisica, velocità e…piedi da trequartista, ruolo ricoperto prima di scoprire la vocazione del numero 2. Ci metterà un po’, ma una volta scaldati i motori il treno oranje comincerà a solcare la fascia destra giallorossa.

Bruno Peres, da certezza a scommessa

Scendono nel borsino romanista le quotazioni di Bruno Peres, pagato anche più di Karsdorp, che però nella sua prima stagione ha tradito un po’ le attese. Vero, complice l’infortunio di Florenzi ha dovuto giocare anche quando non era nelle migliori condizioni, ma spesso e volentieri, più che nel fisico, è mancato nelle scelte. Durante la preparazione Di Francesco ha tentato di inculcargli un po’ di movimenti difensivi, riconoscendogli l’importante apporto alla fase d’attacco, ma le diagonali del brasiliano (che si è anche infortunato) non sono finora sembrate irreprensibili. Va anche considerato che forse Peres è più esterno destro di una difesa a tre (o di un centrocampo a cinque), idea tattica che il tecnico comincia a prendere in considerazione. E che ci porta al terzo protagonista.

Alessandro Florenzi, il tuttocampista

Il “vecchio” titolare, il vice-capitano, che dopo una sgradita vacanza di quasi un anno torna a disposizione. A un primo sguardo Di Francesco ha di nuovo tra le mani la più adatta delle mezzali per il suo 4-3-3: corsa, sacrificio, inserimenti e fiuto del gol. Ma se c’è qualcosa che abbiamo imparato da Florenzi è che forse farebbe bene anche in porta, figurarsi in un ruolo come quello di terzino, che ha già ricoperto con successo. Anche in questo caso un passaggio, temporaneo o definitivo, alla difesa a tre, scatenerebbe il numero 24 su tutta la fascia destra, ma anche nell’attuale dettame tattico canonico l’azzurro non sfigurerà. Ed infatti sarà lui il titolare contro la Samp. In attesa che con i ritorni di Karsdorp e Peres il continuo ballottaggio stagionale abbia davvero inizio.