Adriano Stabile

Cosa deve aspettarsi il Milan da Gianluca Lapadula, ultimo capocannoniere della Serie B? Dopo i 27 gol (più 3 nei playoff) segnati nel Pescara, saprà ripetersi anche in Serie A con la maglia rossonera? Difficile dare una risposta, più facile è trovare qualche indizio andando a spulciare gli archivi. Esaminando gli ultimi 30 campionati cadetti, numeri alla mano, sono 13 (su 33 capocannonieri) gli attaccanti che hanno saputo confermarsi nelle stagioni successive anche in Serie A. Altri 7, che abbiamo definito “onesti professionisti”, hanno comunque un buon curriculum nel massimo campionato. Gli altri, sono 13 anche loro, hanno invece fallito o addirittura non hanno mai giocato né fatto gol in Serie A.
Tra le sorprese positive ricordiamo soprattutto Schillaci, Balbo, Bierhoff, Toni e Immobile. Tra quelle negative Rebonato, Bucchi, Cacia e Mancosu.

I cannonieri di Serie B esplosi in Serie A

1988-89: Salvatore Schillaci (Messina), 23 reti. Il centravanti siciliano è stato uno dei migliori in assoluto nel salto di categoria. Acquistato dalla Juventus nell’estate 1989, in un anno ha realizzato 15 gol in Serie A e si è laureato capocannoniere del Mondiale 1990 con la nazionale italiana.

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Schillaci, capocannoniere in B nel 1989 e del Mondiale nel 1990

1990-91: Francesco Baiano (Foggia), 22 reti. Capocannoniere a 22 anni, aveva già alle spalle 31 presenze e 2 reti in Serie A. Nel 1991-92 si è definitivamente affermato nel massimo campionato realizzando 16 reti con il suo Foggia e arrivando anche alla nazionale.

1990-91: Abel Balbo (Udinese), 22 reti. Già autore di 11 gol in Serie A con l’Udinese nel 1989-90, Balbo, dopo aver vinto la classifica dei bomber in Serie B, è rimasto ancora in “cadetteria” con i friulani. Tornato nel massimo campionato con i bianconeri, si è messo in luce segnando 21 reti nel 1992-93. Nell’estate successiva è passato alla Roma continuando a segnare con costanza.

1991-92: Maurizio Ganz (Brescia), 19 reti. Aveva già un pizzico di esperienza in Serie A (13 presenze nella Sampdoria a 19 anni), ma si è definitivamente affermato dopo aver vinto la classifica dei cannonieri tra i cadetti. Approdato all’Atalanta, ha segnato 14 gol nella prima stagione da titolare nel massimo campionato, nel 1992-93. Si è confermato a buoni livelli anche nell’Inter.

1992-93: Oliver Bierhoff (Ascoli), 20 reti. Oggetto misterioso alla sua prima stagione italiana in Serie A, con l’Ascoli, ha avuto l’umiltà di rilanciarsi nel campionato cadetto con la formazione marchigiana. Il suo approdo nel calcio che conta però è stato lento: dopo tre stagioni in B con l’Ascoli è stato ingaggiato dall’Udinese nell’estate del 1995, quando aveva 27 anni. Ha recuperato il tempo perso nella prima stagione in Friuli, segnando 17 reti in Serie A per poi diventare protagonista, con una doppietta in finale, del titolo europeo conquistato dalla Germania nel giugno 1996.

1995-96: Dario Hubner (Cesena), 22 reti. Pur avendo vinto la classifica dei cannonieri di Serie B a 29 anni, ha fatto in tempo a diventare re dei bomber anche in Serie A nel 2001-02, a 35 anni, con la maglia del Piacenza. Hubner si è dimostrato un ottimo realizzatore, capace di segnare ovunque sia andato. Nel maggio 2002 ha giocato una tournée amichevole in prestito nel Milan, per il resto non ha mai avuto occasioni con club blasonati.

1997-98: Marco Di Vaio (Salernitana), 21 reti. Salito in Serie A con la Salernitana a 22 anni, non ha sofferto il salto di categoria segnando 12 reti nella prima stagione tra i big. Aveva già assaggiato il massimo campionato con la Lazio (8 presenze e 3 reti nel 1994-95) e si è definitivamente affermato nel Parma (41 gol in 83 gare tra il 1999 e il 2002).

1998-99: Marco Ferrante (Torino), 27 reti. Dopo aver faticato ai primi assaggi con la Serie A (con Napoli, Parma e Piacenza), è riuscito a esprimersi bene nel massimo campionato soltanto con il Torino, con cui ha segnato 18 gol nel 1999-2000 e 10 gol nel 2001-02.

2003-04: Luca Toni (Palermo), 30 reti. Attaccante dalla maturazione lenta, si è laureato capocannoniere cadetto a 27 anni dopo aver comunque già segnato 24 gol in Serie A con Vicenza e Brescia. Dal 2004 in poi però è autore di un crescendo vertiginoso, che lo porta a vincere la classifica dei cannonieri anche in Serie A (31 reri nel 2005-06 e 22 reti nel 20114-15) e in Bundesliga (24 reti nel 2007-08) oltre a conquistare il titolo mondiale in maglia azzurra nel 2006.

2004-05: Gionatha Spinesi (Arezzo), 22 reti. Capocannoniere a 28 anni, trova finalmente l’energia per riscattare le prime opache esperienze in Serie A con la maglia del Bari. Nel 2006-07 firma 17 gol nel massimo campionato con la maglia del Catania. Ha lasciato il calcio nel 2009.

2006-07: Alessandro Del Piero (Juventus), 20 reti. Ebbene sì, c’è anche Del Piero tra i bomber della Serie B, a 32 anni e mezzo e da campione del mondo in carica. Inutile dire che i suoi successi, e i 188 gol segnati, mostrano come il suo feeling con il massimo campionato sia stato inconfutabile. Nella stagione del ritorno in Serie A (2007-08), peraltro, ha segnato 21 reti laureandosi capocannoniere anche tra i big, unica volta nella sua carriera.

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Alex Del Piero, capocannoniere in B nel 2007 e in A nel 2008

2009-10: Eder (Empoli), 27 reti. Attaccante italobrasiliano, capocannoniere a 23 anni, una volta approdato in Serie A  non ha più segnato tanto quanto in questa stagione. Si è comunque dimostrato una giocatore affidabile e proficuo, tanto da arrivare nel 2015 alla maglia azzurra.

2011-12: Ciro Immobile (Pescara) 28 reti. Ex bomber della Primavera della Juventus, con cui ha giocato 3 partite in Serie A, è esploso definitivamente nel Pescara di Zeman. Dopo una stagione di apprendistato al Genoa, si è confermato nel massimo campionato con il Torino, siglando 22 reti nel 2013-14. Ha raccolto anche 15 presenze con un gol in maglia azzurra.

I cannonieri di Serie B “onesti professionisti”

1987-88: Lorenzo Marronaro (Bologna), 21 reti. Bomber di B a 27 anni, è salito in Serie A con il Bologna non ripetendosi più (7 gol in due stagioni in Serie A), ma giocando con costanza. 

1989-90: Andrea Silenzi (Reggiana), 23 reti. Acquistato nell’estate 1990 dal Napoli campione d’Italia, non si è confermato realizzando 6 reti in due stagioni. Passato al Torino, è finalmente esploso nel 1993-94 realizzando 17 reti.

1990-91: Walter Casagrande (Ascoli), 22 reti. Nazionale brasiliano con alle spalle già tre stagioni in Serie A nell’Ascoli, ha fatto leva sulla sua maggior qualità ed esperienza per diventare bomber in Serie B a 28 anni. Tornato in A, ha continuato a essere il buon giocatore che era nel Torino, pur senza mai più brillare per capacità realizzative.

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Walter Casagrande ai tempi dell’Ascoli

1993-94: Massimo Agostini (Ancona), 18 reti. Già reduce da due occasioni sciupata con le big, nella Roma e nel Milan, ha avuto una terza chance dopo l’exploit con l’Ancona. Nel Napoli, tra il 1994-96, pur non segnando molto (13 reti in due campionati) ha comunque offerto un buon rendimento.

 2000-01: Nicola Caccia (Piacenza), 23 reti. Capocannoniere a 31 anni, aveva già dato il meglio della sua carriera in Serie A (14 nel 1995-96 con la maglia del Piacenza). Bomber a suo agio soprattutto in Serie B, tra il 2001 e il 2003 ha realizzato altre 7 reti nel massimo campionato con le maglie di Piacenza e Como.

2001-02: Luis Oliveira (Como), 23 reti. Reduce da nove ottimi campionati in Serie A, si è laureato re tra i cannonieri cadetti nella fase discendente della sua carriera, a 33 anni. Da allora non ha avuto più occasioni tra i big del massimo torneo di casa nostra.

2002-03: Igor Protti (Livorno), 23 reti. Anche lui è un cannoniere cadetto a fine carriera, all’età di quasi 36 anni. Alle spalle aveva già un titolo di bomber della Serie A (24 reti nel 1995-96) e due titoli in C (2000-01 con 20 reti e 2001-02 con 27 reti). Si è ritirato nel 2005, due anni dopo il successo tra i cannonieri di B.

I cannonieri di Serie B che hanno fallito

1986-87: Stefano Rebonato (Pescara), 21 reti. Esordiente in Serie A dopo aver vinto la classifica dei bomber cadetti a 25 anni, fallisce con la Fiorentina (2 reti in 17 gare) non avendo più occasioni nel massimo campionato.

1994-95: Giovanni Pisano (Salernitana), 21 reti. Il bomber siciliano, per la verità, non ha avuto neanche l’occasione di provare i grandi palcoscenici dopo essere stato bomber tra i cadetti. E’ rimasto altre sei stagioni in Serie B prima di scendere in C. L’unica sua presenza in Serie A risale all’ottobre 1992, nel Foggia di Zeman.

1996-97: Davide Dionigi (Reggina), 24 reti. Capocannoniere a 22 anni, ha avuto tante occasioni nel massimo campionato, senza mai ripetersi. Non è mai andato oltre le 5 reti in una stagione in Serie A.

1999-2000: Cosimo Francioso (Genoa), 24 reti. Re dei bomber cadetti a 33 anni, non ha avuto la possibilità di trovare successivamente un ingaggio in Serie A. L’unica esperienza nel massimo campionato l’ha avuto con l’Avellino nel 1987-88 (7 presenze e nessun gol segnato).

2005-06: Christian Bucchi (Modena), 29 reti. Capocannoniere a 29 anni, si conferma un attaccante adatto ai cadetti ma in difficoltà in Serie A. Nel massimo campionato non è mai andato oltre le 5 reti segnate nella stagione d’esordio con il Perugia (nel 1998-99) e nei sei mesi con l’Ancona, all’inizio del 2004.

2007-08: Denis Godeas (Mantova), 28 reti. Bomber cadetto a 33 anni, non ha più avuto occasione di tornare in Serie A. In precedenza aveva avuto qualche fugace esperienza nel massimo campionato con Como, Palermo e Chievo realizzando solo 4 reti.

2008-09: Francesco Tavano (Livorno), 24 reti. Anche lui è un bomber cadetto attempato, capocannoniere a 30 anni. In precedenza aveva avuto una sola ottima stagione in Serie con l’Empoli (19 reti nel 2005-06) per poi fallire la grande occasione nella Roma (2 reti nei primi sei mesi del 2007). Dopo aver essere stato il principe dei realizzatori in B, è tornato due volte in Serie A senza esaltare (4 gol segnati con il Livorno nel 2009-10 e 2 gol nel 2014-15).

2010-11: Federico Piovaccari (Cittadella), 23 reti. Capocannoniere a 27 anni, non è riuscito ad avere un’occasione in Serie A. Nella stagione successiva al titolo passò alla Sampdoria, che militava in serie cadetta, deludendo tanto da essere ceduto a gennaio al Brescia. Attualmente è in cerca di una squadra dopo alcune esperienze all’estero; non ha mai giocato nel nostro massimo campionato.

2012-13, Daniele Cacia (Verona), 24 reti. E’ il classico “bomber di categoria”: sempre efficace in Serie B, ma in difficoltà in Serie A. Capocannoniere a quasi 30 anni, non si è ripetuto nella stagione successiva nel massimo campionato, sempre con l’Hellas Verona, racimolando appena 13 presenze senza segnare. In passato aveva già affrontato la Serie A con Piacenza, Fiorentina e Lecce senza mai entusiasmare.

2013-14, Matteo Mancosu (Trapani), 26 reti. Dopo una lunga e prolifica gavetta in Serie D e Lega Pro, è salito alla ribalta a 30 anni, vincendo la classifica dei cannonieri all’esordio tra i cadetti. Nell’ultima stagione ha assaggiato finalmente la Serie A con Bologna e Carpi, segnando soltanto 2 gol. Attualmente gioca in Canada, al Montreal Impact, in prestito dal Bologna.

2014-15, Andrea Catellani (Spezia), 19 reti. Dopo l’exploit del 2015 è rimasto in B nello Spezia non andando oltre le 5 segnature. Ha disputato un’unica stagione in Serie A nel Catania firmando una sola rete in 21 gare, nel 2011-12. Oggi ha 28 anni.

2014-15, Andrea Cocco (Vicenza), 19 reti. Re dei bomber ex aequo con Catellani e Granoche, nell’ultimo campionato cadetto ha militato nel Pescara, firmando solo un gol in 21 incontri. Ha raccolto 8 presenze e un gol in Serie A dieci anni fa, a inizio carriera, con la maglia del Cagliari. A 30 anni difficilmente avrà altre chance.

2014-15, Pablo Granoche (Modena), 19 reti. Capocannoniere un anno fa a quasi 32 anni, l’attaccante uruguaiano ha già avuto le sue occasioni in Serie A ma non gli è andata troppo bene: nel Chievo, tra il 2009 e il 2011, ha realizzato 4 gol mentre il Novara l’ha tagliato nel gennaio 2012 dopo 11 partite senza reti.

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Pablo Granoche nel Modena