Redazione

Ti conviene crederci. Da un punto di vista economico, certo, ma anche perchè credere in questa Lazio continua a regalare belle soddisfazioni alla tifoseria biancoceleste. Che pian piano ricomincia anche ad affollare l’Olimpico. Ad assistere alla partita (di tennis) contro il Sassuolo c’erano circa 25000 spettatori. Non un numero eccezionalmente alto, ma il segnale che la polemica che per anni ha contrapposto Curva Nord e società sta pian piano lasciando il posto all’entusiasmo per una Lazio che sta dicendo la sua sia in campionato che in Europa. E quindi Lotito rilancia e fa ripartire la campagna abbonamenti per le 15 giornate casalinghe rimaste.

Il lavoro di Inzaghi funziona sul campo…

I biancocelesti segnano e divertono, l’unica sconfitta stagionale, quella sfortunata con il Napoli, non ha scalfito il buon momento della squadra di Inzaghi. Che convince sempre di più gli addetti ai lavori, già affascinati lo scorso anno dalla capacità del tecnico di mettere in difficoltà squadre più blasonate, ma soprattutto i propri tifosi, che nelle ultime stagioni avevano raggiunto punte di scetticismo che certo non facevano bene all’ambiente. E invece anche il più cauto dei supporter biancocelesti non può non guardare alla classifica e al gioco espresso dalla Lazio provando un pizzico di soddisfazione.

…quello di Lotito e Tare è perfetto fuori

È una vittoria di Inzaghi, certo, che da allenatore quasi per caso (con il tira e molla di Bielsa all’inizio della scorsa stagione) si è trasformato in uno dei tecnici più desiderati d’Italia. Ma soprattutto ha vinto, per l’ennesima volta, Claudio Lotito. Che nei mesi e negli anni di contestazione da parte della Curva Nord ha tirato avanti, contro tutto e tutti, e che ora con risultati positivi e scelte più che azzeccate sta riscuotendo tutto il credito maturato nel corso di ormai quindici lunghe stagioni. Che per la Lazio sono state piene di alti e bassi, ma che hanno comunque regalato più di una gioia a un tifo, che però, nonostante ciò, è rimasto lontano dalla società. Ma Lotito è testardo, ha deciso che questa “guerra” l’avrebbe vinta e la caparbietà sua e di Tare, fidato braccio destro e vero deus ex machina di Formello, alla fine sta pagando.

Anche Di Canio ha lodato squadra e società

Al punto che anche vecchi “nemici”, non solo all’interno della Curva, stanno metaforicamente venendo a Canossa e riconoscono la bontà del lavoro di chi fino a qualche tempo fa era considerato “il male della Lazio”. Come Paolo Di Canio, che con il presidente biancoceleste ha rapporti che definire burrascosi è un eufemismo. Ma che non ha comunque potuto fare a meno di lodare le scelte societarie e di mercato, che hanno ricompattato un gruppo e una tifoseria, regalando ai laziali un entusiasmo che non si vedeva da tempo. Qualche sporadica contestazione ancora resiste, ma a quella ci pensano Inzaghi ed i suoi. Perchè quando Immobile segna a valanga o Luis Alberto inventa l’imbucata vincente, non vince Lotito. Non vince la Curva Nord. Vince la Lazio. Il che conta molto più di ogni partigianeria.