Matteo Muoio

Non è iniziata bene l’estate in casa Lazio. Il mercato dell’attesissimo e sbandierato salto di qualità potrebbe rivelarsi l’ennesimo passaggio a vuoto della gestione Lotito, che nella sua storia non è mai riuscito a dare continuità ai risultati di stagioni positive o esaltanti. Le situazioni relative a Biglia, De Vrij e Keita si fanno sempre più stagnanti e complicate, con rischi di cessioni al ribasso e partenze a parametro 0, i grossi obiettivi – Muriel o Gomez – sembrano già sfumati. In queste ore un sussulto, con Fabio Borini dato per vicinissimo all’approdo in biancoceleste. In realtà nei giorni scorsi si diceva pure di De Roon, Caio e il giovane Kedziora, quindi è giusto procedere con cautela: sull’ex Roma però arrivano conferme importanti, la formula dell’accordo col Sunderland – prestito oneroso a 1,5 milioni e riscatto obbligatorio a 5,5 – è favorevole e in queste ore Tare sta lavorando per abbassare l’ingaggio dell’attaccante, che in Inghilterra guadagna 2 milioni netti a stagione. Il suo nome però non scalda il tifo biancoceleste e il passato in giallorosso c’entra poco.

Borini con la maglia della Roma, stagione 2011-2012

Fabio Borini: numeri impietosi in Premier

Perché alla Roma Borini c’è stato solo un anno, quello della sfortunata gestione Luis Enrique, che tra l’altro vide De Rossi e compagni soccombere in entrambi i derby della capitale. In quello di ritorno l’ex Parma e Chelsea segnò pure la rete del momentaneo 1-1 prima del gol vittoria firmato Mauri. All’ombra del Colosseo Borini ha giocato la migliore stagione in carriera, chiusa con 9 gol in 24 presenze – record personale in carriera – che gli valsero la convocazione a Euro 2012 e la chiamata del Liverpool del mentore Rodgers: il tecnico nordirlandese lo aveva allenato allo Swansea e convinse la dirigenza dei Reds a staccare un assegno da quasi 14 milioni per portarlo ad Anfield. Da qui basta dare uno sguardo alle statistiche: dal 2012/2013 ad oggi Borini ha segnato 16 gol in Premier League tra Liverpool e Sunderland, dov’è approdato una prima volta in prestito nel 2013/2014 e a di nuovo, a titolo definitivo, dall’estate 2015. 3,2 gol a stagione. Certo, in carriera non è mai stato un cannoniere, al Liverpool ha patito un brutto infortunio al primo anno e una volta tornato la concorrenza era spietata, ma sono numeri impietosi. Comunque è un pallino di Tare, il suo nome viene accostato al biancoceleste praticamente ogni estate e questa sembra quella buona.

Borini e Gerrard ai tempi del Liverpool

DOPO-KEITA O VICE-IMMOBILE?
Non convince e non è chiaro il ruolo che andrebbe, eventualmente, ad occupare in rosa. La vicenda Keita non ha subito ulteriori sviluppi, almeno in positivo, di certo sarà quasi impossibile vederlo giocare ancora con l’aquila sul petto; 3-5-2 o 4-3-3, alla Lazio serve comunque un altro esterno/seconda punta, a prescindere dall’erede dell’ispano-senegalese. In soldoni, Borini andrebbe bene per coprire lo slot da alternativa, sarebbe catastrofico dovesse trovarsi a sostituire il numero 14 ora che Gomez e Muriel sembrano lontanissimi. Lui nasce seconda punta, il meglio in carriera l’ha dato giocando esterno d’attacco, ruolo in cui fa valere la grande generosità e le capacità di corsa. Si vocifera pure possa essere preso come vice-Immobile, visto che da giovanissimo, allo Swansea, ha giocato da 9 puro. Questa soluzione sarebbe quasi deleteria: il napoletano, almeno in Italia, è un attaccante da 20 gol a stagione, l’ex Roma vede pochissimo la porta. Per carità, non parliamo di un pessimo giocatore; il Liverpool, ai tempi, fece un investimento importante, in Inghilterra fino allo scorso anno vantava ancora qualche credito. Si è perso, è innegabile, ma ha ancora 26 anni e sta entrando nel pieno della maturità agonistica. In Italia, a Roma, ha fatto bene, potrebbe riuscirci di nuovo; Borini è uno che in campo dà tutto, gioca col coltello tra i denti – gesto che propone quando esulta, quelle rare volte – è un giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere in rosa. Inzaghi, nello specifico, come 13esimo o 14esimo, di certo non è l’attaccante dei suoi sogni. Alla Lazio, in questo momento, servirebbe altro.