Redazione

La Lazio si sbarazza con facilità  del Cagliari. Vittoria nitida, condita da momenti di pura accademia. Sia chiaro, non esistono vittorie facili, ma la capacità di renderle tali è un segnale di grande crescita. Inzaghi ha in mano una squadra solida, che ha consapevolezza nei propri mezzi. La Lazio sa sempre cosa fare, e quando, in campo. Un’evoluzione evidente rispetto alla scorsa stagione quando i biancocelesti erano molto più abili nel “controgioco” che nella proposta, soffrendo contro avversari restii a concedere spazi.

Ciro il Grande

Vittoria, doppietta, rinnovo del contratto, zona Champions. Poker servito per Immobile che colleziona numeri impressionanti: il centravanti aggiorna il suo score a 17 gol. Continuasse così, infrangerebbe ogni record. Ma è riduttivo considerarlo un terminale offensivo. Immobile è il primo a portare il pressing sul portatore e a far salire la squadra. Attacca la profondità e si raccorda con il centrocampo sfruttando istinto e talento di Luis Alberto. La squadra lo cerca, lui risponde presente. In qualunque zona del campo. E il suo “impero” non è in discussione perché è fondato su una grande squadra.

Una Lazio forte e sopratutto consapevole

Ciro il Grande regna sereno. Lazio forte. Tecnicamente e di testa. Gara mai in discussione. Neanche quando Pairetto e il Var creano un po’ di confusione ma poi chiariscono una situazione dubbia che avrebbe portato al pari del Cagliari. La chiave è tutta lì. La Lazio non ritiene di aver scampato il pericolo. Piuttosto, si preoccupa di crearne di nuovi. Attacca con la giusta dose di cattiveria. Quanto basta, quando serve. Gestisce forze e cronometro con autorità. In una parola: infonde sicurezza. Neanche il più ottimista dei tifosi biancocelesti immaginava di trovarsi così in alto in classifica dopo il primo quarto di campionato. La Lazio non osa, vince. Spinta dai gol di Immobile e dalla certezza che non vivrà una avventura.