Mattia Deidda

Vigilia di Europa League, riflettori puntati sulla Lazio. Dopo la vittoria contro il Milan, vietato fare passi indietro. Una grande squadra gioca allo stesso livello ogni gara, anche quelle meno importanti. Contro il Vitesse, Inzaghi farà un po’ di turnover. Gli occhi si soffermano sull’attacco: c’è la Pantera Caicedo alla prima da titolare. A lui il compito di spazzare via ogni polemica sul suo arrivo a Roma.

Un calcio alle perplessità

Un arrivo che non ha entusiasmato i tifosi. C’era da aspettarselo. Il curriculum di Caicedo non è dei migliori, ma la società ha deciso di puntarci lo stesso. Tanto basta per fidarsi, dato che ultimamente i colpi biancocelesti sono tutti andati a segno. Magari in ritardo rispetto alle attese, vedi Luis Alberto, ma si è sempre trattato comunque di buoni giocatori. Classe 1988, Caicedo ha militato in squadre importanti come il Manchester City, l’Espanyol o il Malaga. Con ogni probabilità giocherà contro il Vitesse dal primo minuto. Ottima occasione per alleggerire la pressione sulle proprie spalle e restituire al mittente le polemiche.

L’interpretazione dei numeri

A far storcere il naso ai tifosi della Lazio è il dato sui gol realizzati dalla Pantera: 85. Pochi, per un attaccante di ventinove anni. I numeri, però, vanno interpretati. La qualità principale dell’ecuadoriano è aiutare la squadra. Bravo nel lavoro sporco, quello fatto di fatica, che non finisce mai sotto i riflettori: 183 centimetri per 84 kg, difficile spostarlo se protegge palla per far salire la squadra. Con la Nazionale, ad esempio, lo score assume tutto un altro aspetto: 67 presenze e 22 gol. Praticamente uno ogni tre partite. Tre reti nelle ultime gare per la qualificazione ai Mondiali, contro Argentina, Bolivia e Uruguay.

Fattore Europa League

Con il massimo rispetto possibile, tra Champions League ed Europa League c’è un abisso di differenza. Affrontare squadre come il Vitesse, rappresenta un ottimo banco di prova per ogni seconda linea della Lazio che vuole mettersi in mostra. Caicedo è tra questi. Partite importanti, ma non proibitive. Vincere aiuta a vincere, ed Inzaghi non ha certo intenzione di fermarsi adesso, dopo tutto l’entusiasmo nato nell’ultima settimana. A lui il compito di mettere la Pantera nella migliore situazione possibile per rendere al massimo. Il palcoscenico a disposizione è quello giusto.