Mattia Deidda

A Formello continuano i preparativi per la sfida contro la Juventus. Partita fondamentale per dimostrare che tutto quello di buono fatto fino ad ora non è un’illusione. La Lazio ha un buon progetto tra le mani. Dopo anni di alti e bassi, questo deve essere l’anno della consacrazione: due anni di seguito vivendo una grande stagione. Finita la prima parte del progetto, adesso ne inizia un’altra: cominciare ad essere visti come una grande del campionato.

Nuova fase: vendere all’estero

La cessione di Biglia al Milan ha concluso la prima fase del progetto laziale. L’argentino deve essere l’ultimo grande giocatore biancoceleste che parte per rinforzare una contendente. Non sarà facile, ma la società ha dimostrato più volte di avere una grande forza contrattuale. La vicenda di Keita la migliore dimostrazione: Lotito ha rischiato di vedere sfumare un’enorme plusvalenza, pur di non cedere alle richieste del giocatore. Il Monaco ha accontentato tutti, ma chi ha regalato la felicità è stato il Southampton: 17 milioni per Hoedt. Giocatore e società non ci hanno pensato un secondo di troppo.

Sventare l’assalto Juve ai gioielli di casa

Una grande rosa è composta da grandi giocatori. Conseguenza diretta: le migliori squadre sono pronte ad offrire grandi cifre pur di averli. Tutto secondo i piani, se non fosse che due calciatori biancocelesti si trovano nell’orbita della Juventus. Sarà difficile per la Lazio convincere De Vrij e Milinkovic-Savic a rimanere. Per l’olandese la situazione del rinnovo rimane immutata, nonostante all’inizio del campionato filtrasse ottimismo. Circolano poche notizie al riguardo, ma il difensore potrebbe non restare biancoceleste ancora a lungo.

La richiesta del giocatore è quella di inserire all’interno del contratto una clausola tra i 25 e i 30 milioni, ma la Lazio vuole fare in modo che nessuna squadra italiana possa usufruirne. Traduzione: se la Juventus vuole De Vrij, dovrà trovare un accordo con la società. A intuito, 25 milioni non basteranno di certo. Discorso diverso per Savic. La Juventus ha provato a portarlo a Torino già questa estate. Un no come risposta senza ammissione di repliche da parte della Lazio.

La prova del nove per la Lazio

La partita contro la Juventus è un esame da non fallire. Il risultato, paradossalmente, può però passare in secondo piano. Per dimostrare di essere entrati in un’altra ottica, i giocatori devono riuscire ad uscire dal campo con una grande prestazione, che ai fini della classifica potrebbe non servire a nulla, ma che psicologicamente può cambiare tutto il campionato. Avere la consapevolezza di poter mettere in mostra il proprio gioco contro i campioni d’Italia può regalare a giocatori e tecnico ulteriore fiducia in ciò che stanno facendo. Un dettaglio che passa sempre in secondo piano, ma che spesso è essenziale. Contro la Juventus, a Torino, è già successo che la Lazio uscisse di scena immediatamente, senza mai impensierire gli avversari, nonostante un ottimo momento di forma. Un disastro, non per la sconfitta, ma per aver intuito quanta differenza la separa dai bianconeri. L’obiettivo è stravolgere tutto, e giocarsi la partita fino alla fine.