Mattia Deidda

Una stagione impossibile da pronosticare. La Lazio continua a volare e a questo punto del campionato vanno riviste le idee e gli obiettivi iniziali. A partire dall’Europa League. Nel giudicare come sarebbe potuta essere la stagione biancoceleste, tutte le opinioni avevano un punto comune: con l’Europa League sarà una stagione difficile. Un’ipotesi giustificata: dopo un grande anno, la Lazio ha sempre faticato con un impegno in più dentro la settimana. La storia, però, questa volta è cambiata. Giocare in Europa è essenziale per questa squadra e la competizione continentale è il principale motivo dell’equilibrio presente a Formello.

Lazio, studiare la storia per non ripeterla

Dopo anni di stagioni negative per colpa dell’impegno europeo, la Lazio ha capito l’errore e vi ha posto rimedio. Il mercato è stato buono, ed il motivo per cui una volta venduto Hoedt non è stato comprato nessun difensore, è da vedere nella figura di Luiz Felipe. Passato sotto traccia perchè già nella rosa biancoceleste, l’anno scorso è stato mandato in prestito alla Salernitana per fare esperienza (classe 1997). La rosa della Lazio non è corta come si pensava. Certo, la differenza tra le prime linee e le seconde è netta, ma sono poche le squadre al mondo che possono vantare cambi che non facciano sentire la mancanza di chi esce dal campo.

Lazio, spogliatoio contento squadra felice

Ogni calciatore vuole giocare. Poco importa che sia la stella della squadra o il ragazzo uscito dalla Primavera. Per Inzaghi, quindi, l’Europa League è una benedizione. A questo punto della competizione, schierare dal primo minuto giocatori che in campionato trovano poco spazio è il segreto per mantenere l’equilibrio nello spogliatoio. Al di là dell’entusiasmo generale, sarebbe normale trovare per esempio in Caicedo un po’ di malumore, visto l’impossibilità di togliere dal campo Immobile. O diventerebbe difficile trovare posto al rientrante Basta, ora che Marusic sta convincendo a pieno.

Ma grazie all’Europa, ogni giocatore nella rosa della Lazio si sente parte integrante del progetto. E giocando partite comunque impegnative, nonostante sia un girone in cui solamente il Nizza è una squadra di livello simile a quella biancoceleste, i calciatori riescono a farsi trovare più preparati quando chiamati in causa in campionato. Con il ritorno di Nani, e presto con quello di Felipe Anderson, il discorso assumerà ancora più spessore e valore all’interno della stagione della Lazio.