Mattia Deidda

Vietato chiamarlo sogno: il campionato che sta vivendo la Lazio è la pura realtà. La vittoria contro il Bologna è l’ottava in campionato: in trasferta, i biancocelesti sanno solo vincere. Sinonimo di una squadra che sa quello che fa. Tutti gli ingranaggi girano alla perfezione, e regalano ad Immobile la possibilità di finire in copertina. Tredici gol in dieci giornate non passano inosservati, neanche in Cina. Secondo le ultime indiscrezioni, i cinesi dello Shangai Sipg vorrebbero il centravanti italiano già a gennaio. Alla Lazio 70 milioni, al giocatore 6,5 milioni a stagione. Neanche presa in considerazione l’offerta. I biancocelesti non hanno bisogno di fare cassa (in estate rifiutata un grossa offerta della Juventus per Milinkovic-Savic) ed il calciatore, nell’anno del Mondiale, nel caso l’Italia vincesse i play off contro la Svezia, vuole guidare la Nazionale in Russia.

Immobile, il fiore all’occhiello di un ingranaggio perfetto

Il sistema di gioco della Lazio garantisce ad Immobile una visibilità senza precedenti. Neanche al Torino, quando vinse la classifica marcatori, il centravanti italiano arrivava davanti al portiere con così tanta frequenza. Nessun calciatore vince da solo le partite. Lo sanno tutti, ma si dimentica in fretta, specialmente davanti i numeri che può vantare l’ex Borussia Dortmund. La Lazio è una macchina ben oliata, che può contare su ogni reparto. Non solo attacco, ma anche centrocampo: Parolo, Milinkovic-Savic e Luis Alberto sommano, in totale, sette gol. Non pochi, dopo appena dieci giornate. Il dato più interessante, però, riguarda il reparto difensivo. De Vrij, Bastos, Marusic e Lulic hanno realizzato, fino ad oggi, sei reti.

Nessuno meglio della Lazio con la difesa a tre

La difesa più prolifica dell’intero campionato. Anche togliendo Lulic e Marusic, che con uno schieramento a tre si trovano sicuramente più vicino alla porta rispetto a qualsiasi terzino in una difesa a quattro. I quattro gol messi a segno da De Vrij e Bastos sono un dato che non va sottovalutato. Poche squadre in campionato sfruttano bene le palle inattive come i biancocelesti. Un pregio delle grandi squadre. In partite bloccate, un calcio da fermo può regalare i tre punti. A non prendere gol, poi, ci pensa la difesa. Radu, unico difensore a non aver ancora segnato, sta vivendo una seconda giovinezza. Non solo sul piano tecnico, dove il rumeno non sbaglia praticamente nulla, ma sopratutto dal visto di vista fisico. Un giocatore integro, che non sembra soffrire i tanti impegni ravvicinati. Tredici partite su quattordici, giocate da titolare, quasi tutte per novanta minuti. A Inzaghi il merito di aver creato una squadra compatta. Con una difesa solida con il vizio del gol, il primo posto valido per la Champions League non sembra più un traguardo per cui firmare.