Elisa Ferro Luzzi

Ciro Immobile è il primo vero acquisto della Lazio di Simone Inzaghi. L’attaccante su cui punta Lotito, quello che dovrà raccogliere la pesante eredità di Miroslav Klose. Nel clima di diffidenza generale che regna intorno all’ambiente laziale soprattutto dopo il mancato arrivo di Marcelo Bielsa, l’acquisto dell’ex Torino è visto senza troppo entusiasmo. Riuscirà a riportare serenità nell’ambiente biancoceleste a suon di gol?

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DA TORRE ANNUNZIATA ALLA JUVE GRAZIE A CIRO FERRARA

Tutto ha inizio nei vicoli di Torre Annunziata dove il piccolo Ciro Immobile, nato il 20 febbraio 1990, dà i primi calci al pallone; poi l’esperienza alla Salernitana, che però non crede nel giovane attaccante e lo spedisce a Sorrento. Dove segna ben 30 gol e viene notato da Massimo Filardi, osservatore della Juve per il Sud e collaboratore di Ciro Ferrara che in quel momento è a capo del settore giovanile della Juventus e lo porta a Torino a soli 17 anni. “La sua dote migliore è lo smarcamento – ha detto di lui Ferrara, che lo ha fortemente voluto nella Primavera bianconera – conosce alla perfezione i movimenti dell’attaccante, la profondità è il suo habitat. Per me è la prima punta ideale di un 4-3-3”. Nel settore giovanile bianconero si mette in mostra e trascina la Primavera verso la vittoria nel Torneo di Viareggio del 2009. Si ripete nella stagione successiva e diventa il miglior marcatore della competizione con 10 gol. L’esordio con la prima squadra avviene il 14 marzo 2009, contro il Bologna: dentro Immobile, fuori un certo Del Piero. Alla Juve, però, non c’è spazio per un ragazzino di 20 anni: nel 2010 viene spedito in Toscana, in Serie B, prima al Siena e poi al Grosseto.

IL PESCARA DI ZEMAN E IL TORINO

E’ con la maglia del Pescara, dove si trasferisce nel settembre dello stesso anno, che si fa notare da tutto il panorama calcistico italiano. Quel Pescara di Zeman che ha lanciato anche Insigne e che nel 2012 conquista a sorpresa la Serie A: Ciro diventa capocannoniere di quel torneo con 28 gol, supportato appunto da Insigne e da Caprari. Con Verratti in cabina di regia: è proprio con il centrocampista del Psg e con Maniero che Ciro condivide uno dei suoi cinque tatuaggi, una emoticon sul braccio. A fine stagione, la Juve decide di cedere la metà del suo cartellino prima al Genoa e poi al Torino: in granata Immobile si mette in luce laureandosi capocannonere della Serie A 2011 con 22 reti siglate. Non solo: diventa il tredicesimo giocatore nella storia a vincere la classifica marcatori sia della massima serie che del campionato cadetto (tra gli altri Del Piero, Paolo Rossi, Bettega, Giordano, Toni, Pruzzo, Bierhoff, Chinaglia, Hubner e Protti). Il Toro riscatta il suo cartellino e lo cede al Borussia Dortmund: in Germania, però, Immobile stenta a decollare e così a fine campionato viene spedito al Siviglia. Neanche in Spagna le cose vanno come dovrebbero, così Ciro torna al Torino a metà della scorsa stagione. Il passaggio alla Lazio è storia recente.

LA NAZIONALE

L’esordio di Immobile con la maglia della Nazionale Under 21 di Pierluigi Casiraghi è datato 25 marzo 2009, amichevole Australia-Italia (2-2). Nello stesso anno entra a far parte anche della Nazionale Under 20 di Francesco Rocca, con il quale partecipa ai Giochi del Mediterraneo. Con l’Under 21 di Devis Mangia partecipa all’Europeo Under 21 del 2013 in Israele, dove realizza un gol nella finale persa contro la Spagna.
Fa il suo esordio con la Nazionale maggiore guidata da Cesare Prandelli il 5 marzo 2014, a 24 anni, nell’amichevole Spagna-Italia (1-0) disputata a Madrid. Partecipa ai Mondiali del 2014; il 4 settembre successivo segna il suo unico gol con la maglia azzurra, nella prima di Conte come ct, aprendo le marcature nell’amichevole vinta 2-0 con l’Olanda. Ha preso parte alla spedizione azzurra ad Euro 2016 dove ha giocato un quarto d’ora contro il Belgio e 75 minuti con l’Irlanda.

LA FAMIGLIA E I TATUAGGI

Ciro è molto legato alla sua famiglia. Ha sempre scelto il numero 17, nonostante la scaramanzia, perché la moglie Jessica è nata il giorno 17. Sulla scarpa destra ha fatto incidere il nome della figlia Michela, sulla sinistra Jessica. Tra i suoi tatuaggi, il cuore che ha dietro la spalla con le iniziali dei genitori e del fratello, poi il numero 17 con sotto le iniziali della moglie e il bacio della mamma. Ciro e Jessica si sono sposati prima del Mondiale 2014 e hanno due figlie, Michela e Giorgia. Sono una coppia normale, condividono un profilo Instagram da cui possiamo apprendere qualche notizia sulle loro vite. “Avere cento donne è arte, avere una Donna che ne vale cento è classe” dice lui, fedele alla sua famiglia e ai suoi principi.