Mattia Deidda

Dopo un’ottima stagione, la Lazio si prepara a vivere un’annata per confermarsi in Italia e sorprendere in campo europeo. Rimane da vedere chi lascerà Formello, e ancor di più chi ci approderà: per affrontare tre competizioni i giocatori acquistati fino ad ora non bastano. Servono nomi importanti, che possano far rifiatare i titolari. E per quanto il settore giovanile sia uno dei migliori d’Italia, non è sufficiente. Non serve neanche andare troppo avanti nel tempo e parlare dei futuri impegni europei; dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Juventus, a breve ci sarà una Supercoppa italiana da giocare. Il dubbio sulla fascia da capitano è stato risolto. Pioli, al suo secondo anno sulla panchina biancoceleste, ha rinnovato il contratto ed è pronto a confermarsi. No. Non è un refuso. Se al posto di Pioli, alla Lazio dal 2014 al 2016, mettete il nome di Inzaghi, vedrete che l’intero discorso rispecchia il presente.

Un film visto e rivisto in casa Lazio

La prima stagione di Inzaghi sulla panchina bianoceleste assomiglia incredibilmente alla prima di Pioli. Stesso copione, stesso produttore, regista e interpreti diversi. Entrambi hanno portato la Lazio fino alla finale di Coppa Italia, perdendola, contro la Juventus. Pioli ha dovuto scegliere a chi dare la fascia da capitano tra Biglia e Candreva, Inzaghi tra Lulic e Parolo. Nel 2015 arrivarono a Formello Hoedt, Kishna, Morrison e Patric, ad oggi la Lazio ha acquistato Lucas Leiva e Di Gennaro: nomi che non sono bastati e che non bastano per affrontare tre competizioni. Dopo un anno rilegati tra i confini nazionali, entrambi gli allenatori hanno riportato la Lazio in Europa. Un po’ meglio, sotto questo punto di vista, l’attuale tecnico della Fiorentina, che terminò il campionato terzo a pochi punti dalla Roma seconda, approdando ai preliminari di Champions League.

Pioli alla Lazio

Dopo l’addio di Biglia, a tenere banco è la questione Keita

Terminata la seduta mattutina di ieri (20 luglio), il senegalese è stato visto in panchina insieme al nuovo capitano Lulic e ad Immobile. L’argomento dell’acceso confronto tra i tre sembra essere stato l’esclusione del numero quattordici nell’amichevole contro la Triestina. Il classe ’95 è corteggiato da squadre importanti, e non ha digerito la panchina in una delle prime amichevoli stagionali. Non si è fatto attendere neanche su Twitter, dove ha risposto a modo suo: “Io ci sono! Sempre pronto per dimostrare il mio valore e la mia professionalità. Ma oggi la società ha deciso di non farmi giocare…”. Le voci di mercato vedono Keita lontano da Roma, ma la destinazione rimane ancora sconosciuta. Agli inizi sembrava vicinissima la Juventus, poi a farsi avanti è arrivato il Milan e infine, ad oggi, l’Inter sembra iniziare a muovere i primi passi.

Fantacalcio-consigli

Keita Balde

Studiare la storia per non ripetere gli stessi errori

La stagione che sta per arrivare assomiglia ad una pellicola che i tifosi laziali hanno già visto. È accaduto più volte che, dopo una buona annata la Lazio abbia subito, nell’anno successivo, un ridimensionamento. Nel 2006/07 la squadra allenata da Delio Rossi si classifica terza, l’anno dopo con lo stesso allenatore dodicesima. Come già detto, nel 2014/15 Pioli la riporta al terzo posto, l’anno successivo viene esonerato ad aprile e a fine campionato la squadra termina ottava. L’anno scorso Inzaghi con 70 punti (mai nessuno ne aveva ottenuti così tanti dal 1999/2000, anno dello scudetto) ha raggiunto un inaspettato quinto posto. Bisognerà vedere quest’anno se la storia cambierà. La speranza dei tifosi, visto i precedenti, sembra giunta al termine. I problemi tra società e curva, gli addii dei giocatori migliori, i nomi che arrivano, fanno sembrare ogni estate identica.