Matteo Muoio

Sarà Senad Lulic il nuovo capitano della Lazio. Inzaghi lo ha comunicato alla squadra – pienamente d’accordo – prima della seduta mattutina di allenamento in quel di Auronzo. La notizia era nell’aria, il bosniaco ha vinto il ballottaggio con Parolo, cui spetteranno i gradi di vice. Era in lizza pure Radu, che ai nastri però non dovrebbe partire titolare. La candidatura dell’ex Young Boys era la preferita dai tifosi, che lo hanno eletto simbolo nel pomeriggio del 26 maggio 2013; non solo però, perchè Lulic – che si prepara a disputare la settima stagione con l’aquila sul petto – in campo è lazialità pura, corre per 3 ed è sempre l’ultimo a mollare. Mai una parola fuori posto, mai richieste astronomiche di rinnovo, nonostante qualche stagione fa facesse gola alle big. D’esempio per i giovani, guida in molti casi: emblematico, nell’ultima annata, il rapporto con Keita, “bastonato” dopo le bizze estive e coccolato per tutto l’arco di un campionato che lo ha visto grande protagonista. Una pace suggellata magistralmente dall’assist al bacio dopo 40 metri di corsa nell’ultimo derby.

La fascia a Lulic fornisce anche un’indicazione tattica: Senad sarà titolare nella Lazio 2017/2018. Non che non lo sia stato nelle ultime stagioni, però ai nastri partiva sempre da prima alternativa in più ruoli, ritrovandosi poi a raccogliere un minutaggio fra i più alti dell’intera rosa. Con Inzaghi, poi, è tornato ad esprimersi su ottimi livelli. Largo a sinistra – o destra – nel 3-5-2? Può essere, ma potrebbe ritrovarsi a giocare qualche metro più avanti, come già fatto al primo anno di Lazio con Reja.

Senad Lulic, 30 presenze e 3 gol nell’ultimo campionato

3-5-2 modulo base. Prove di 4-2-3-1

Già, perchè Inzaghi ad Auronzo sta provando anche il 4-2-3-1. Test tattici di rito, sia chiaro, ma il tecnico piacentino ragiona. L’anno scorso era partito dal 4-3-3 ereditato da Pioli per trovare nel 3-5-2 prima un’alternativa di tamponamento contro le big, poi un assetto con cui sfruttare al meglio le potenzialità della sua squadra. Ora, il 3-5-2 dovrebbe rimanere ed essere promosso a modulo “base”, le esercitazioni di questi 11 giorni di ritiro e le prime 2 amichevoli sembrano confermare questa tesi, come alternativa il “vecchio” 4-3-3 potrebbe lasciare il posto al modulo che ha fatto le fortune prima di Reja, nella prima esperienza romana, e poi di Pioli nella seconda parte del 2014-2015. Una scelta che potrebbe essere dettata dal mercato. Leiva è un mediano puro, un centrocampo a 2 potrebbe esaltarne le caratteristiche. Vicino Parolo, che da qualche tempo ha ridotto gli inserimenti in zona offensiva per lasciare più spazio a Milinkovic: ha già giocato in questo modo e con buoni risultati con Pioli, senza tra l’altro far mancare il contributo in fase offensiva. Ha raggiunto ormai una saggezza tattica tale da poter giocare ovunque in mezzo al campo. Milinkovic da trequartista può esprimere al meglio il suo potenziale e rendersi costantemente pericoloso in area avversaria. Inzaghi lo ha schierato lì diverse volte e vorrebbe piazzarcelo definitivamente, non è detto che con Leiva anche il 3-5-2 non possa trasformarsi, di fatto, in un 3-4-1-2; o 3-4-2-1, in base a chi arriverà dal mercato. Larghi Anderson e Lulic, appunto. Il brasiliano nel 4-2-3-1 ha fatto benissimo con Pioli, ha la corsa per partire qualche metro dietro senza perdere lucidità negli ultimi 20 metri. Quest’anno poi ha fatto spesso il tornante, sarebbe un bel ‘passo’ avanti. Lulic con la Lazio aveva iniziato proprio giocando largo nel 4-2-3-1, con Reja in panchina, qualche volta lo ha schierato lì anche Pioli. Garantisce corsa ed equlibrio, ogni tanto sa pure come far male. Ovvio che, qualora si decidesse di virare su questo sistema, cambierebbero anche le strategie di mercato. La difesa è fatta, in mediana Murgia e il nuovo arrivo Di Gennaro potrebbero bastare, forse. Sulla trequarti Luis Alberto tornerebbe al suo ruolo naturale vestendo i panni del vice-Milinkovic, Marusic sarebbe l’alter ego di Lulic, cui somiglia molto per caratteristiche. Poi si dovrebbe andare con forza su un nuovo esterno di qualità, ragione che forse sta spingendo Inzaghi ad accantonare il 4-3-3. Senza Keita, la società dovrebbe reperirne 2 sul mercato, uno per sostituire il senegalese – e in questo senso si valuta un profilo che possa tornare buono anche come seconda punta -, un altro per garantire il giusto ricambio. Al momento, l’unica alternativa nel ruolo è il solo Lombardi e di certo non si può affrontare così una stagione con 3 competizioni. Il 4-2-3-1, con l’avanzamento di Lulic – e Marusic – consentirebbe alla società di cercare un solo esterno, puro, concentrando il resto degli sforzi economici per il reparto avanzato su un vice-Immobile che in caso possa fargli pure da spalla nel 3-5-2. Al momento pare difficile possano arrivare sia una seconda punta che un esterno di livello, le tracce del mercato biancoceleste non si stanno sviluppando in questo senso. Solo suggestioni ed ipotesi, sia chiaro, nell’attesa di schiarite sulle operazioni in entrata che possano permettere ad Inzaghi di ragionare al meglio sulla Lazio da proporre nella nuova stagione.

Il primo allenamento di Lucas Leiva con la Lazio (ph. dal profilo ufficiale della società)