Mattia Deidda

La Lazio guarda verso la panchina e dorme sonni tranquilli. L‘Europa non fa paura: Inzaghi sa come affrontarla. Titolare nella Supercoppa UEFA vinta nel 1999, è l’uomo con più gol segnati in Europa nella storia della Lazio. Un totale di venti centri, di cui quattro in una sola partita. Un record. Non saranno un trofeo, ma vedere il proprio nome in una lista dove ci sono anche quelli di van Basten, Messi e Ronaldo fa un certo effetto. Quarantre presenze in Europa, tutte con la Lazio: praticamente poco meno di un gol ogni due partite. Una media di tutto rispetto.

Mentalità continentale

Un cammino iniziato l’anno scorso. Il gioco che Inzaghi sta impiantando nella Lazio rispetta la filosofia calcistica europea. Lontano dall’Italia, da cui prende solamente gli aspetti positivi. Il tatticismo non può mancare: l’equilibrio è la base di ogni grande squadra. Ma nel campo i giocatori hanno un copione da seguire. Un calcio offensivo, che porta in avanti un gran numero di giocatori. Immobile, Milinkovic-Savic, Basta (o Marusic), Luis Alberto e Parolo. Tutti giocatori che potrebbero trovarsi negli ultimi venticinque metri avversari contemporaneamente. La presenza di Felipe Anderson e Nani potrebbe allungare la lista. La Lazio gioca bene: cerca sempre il controllo del pallone e quando la partita lo consente aumenta i ritmi.

Occasione unica

L’Europa League è la migliore competizione in cui potrebbe stare la Lazio in questo momento. Per quanto i biancocelesti siano pronti ad aprire un ciclo europeo, la Champions League risulterebbe una montagna troppo alta da scalare in questa stagione. La rosa non è attrezzata per affrontare la massima competizione europea. Partite che tolgono più energie mentali che fisiche, e soprattutto gare dove non si possono fare esperimenti. Per quanto anche l’Europa League non sia da sottovalutare, Inzaghi ha più scelta: i titolari possono riprendere fiato. Far giocare le seconde linee è essenziale: ogni giocatore deve sentirsi protagonista nel progetto. Accettare con consapevolezza l’ambiente dell’Europa League, può portare a giocarsi la Champions League in futuro. L’Atletico Madrid insegna.