Redazione

C’è chi non molla mai. Fino all’ultimo secondo, lottando centimetro dopo centimetro per non perdere quanto ottenuto fino a quel momento. Sostenendosi, aiutandosi e facendo proprio il buon vecchio motto dei moschettieri del re di Francia: uno per tutti e tutti per uno. E così succede che se Milinkovic-Savic non segna su punizione, ci pensa Bastos ad infilare in porta il rimpallo. Che nessuno va a rimproverare Radu, reo di aver battuto Strakosha con una deviazione velenosa su tiro di Pellegri. Che a risolvere il match ci pensi il solito Immobile, ma che a festeggiare siano tutti, abbracciati, coesi, come un vero gruppo. Alla Lazio succede questo ed altro.

Lukaku, sempre decisivo, spesso panchinato

Soprattutto, succede, anche se è raro, che qualcuno riesca a mantenere la pazienza, anche quando vorrebbe spaccare il mondo, e dirlo a tutti che lui è fondamentale per la squadra. Jordan Lukaku è arrivato a Roma come “il Lukaku sbagliato”. Certo, facile fare ironia mettendo in mezzo quell’ira di Dio di suo fratello Romelu, che sta spaccando porte in Premier League con la maglia dello United di Mourinho. Eppure il belga si è conquistato il suo spazio, la sua fetta di popolarità tra i tifosi e soprattutto la fiducia di Simone Inzaghi. Che però non sempre lo fa partire titolare. Come si spiega tutto ciò?

Quando entra a partita in corso diventa devastante

Ci sono delle consegne tattiche da rispettare. Lukaku jr non è esattamente quello che si può definire un esterno difensivo. Sì, può partecipare alla fase di copertura, ma è molto più devastante in attacco. E quindi, quando le partite sono complicate, spesso fa spazio a Radu, che scala tra i tre difensori, liberando capitan Lulic sulla fascia sinistra. Ma se le cose si complicano, Inzaghi tira fuori dal cilindro il suo velocista. Come contro il Genoa, quando il tecnico (come gli capita spesso) azzecca la mossa che cambia la partita. Lukaku corre, e tanto. Per informazione chiedere a De Sciglio, o a Fazio, insomma, alle difese di mezza Serie A, che non riescono a trovare le contromisure agli scatti brucianti del numero 5 laziale.

Totalmente inserito nel progetto Lazio

Che è decisivo, ma non lo fa pesare. Mai una polemica o una parola fuori posto. Lukaku, come tutti i suoi compagni, sembra perfettamente inserito nel progetto tecnico e societario di questa Lazio. Tutti utili, nessuno indispensabile. Zero personalismi, tanta abnegazione e spirito di squadra. Tutte caratteristiche che stanno pagando eccome, consegnando a Inzaghi e ai tifosi biancocelesti una squadra capace di imprese che sembrano impossibili. Come è impossibile fermare Lukaku. Quando entra lui, la Lazio mette la freccia.