Redazione

Claudio Lotito alla fine vince sempre. Il presidente della Lazio non sbaglia (quasi) mai un colpo. Intuito, senso degli affari, casistica, anatemi, magia nera. Sembra incredibile e probabilmente lo è. Però, i dati sono inconfutabili. Chi lascia la Lazio, negli ultimi anni, inizia un declino inarrestabile. E la cessione si rivela un affare. É successo con Hernanes. Si sta ripetendo con Candreva. E adesso, se il buongiorno si vede al mattino, anche l’addio di Biglia potrebbe rivelarsi vantaggioso.

Hernanes, “profeta nun te ne andà”

Hernanes bacia la Coppa Italia

Il profeta era stato avvisato dai tifosi. In lacrime. Lui e loro. “Nun te ne andà”. Niente da fare. Chiuse le valigie, direzione Milano, per 13 milioni e due di bonus. Quindici milioni irrinunciabili, proprio l’ultimo giorno del mercato invernale. 31 gennaio 2014. E chi se lo scorda: anche perchè il 10 maggio 2015 torna all’Olimpico e sigla una doppietta con annessa esultanza e lite con Tare nel dopo partita, seguite dalle scuse ai tifosi. All’Inter, comunque, non convince: arriva l’offerta della Juventus. Dove finisce in…naftalina. 24 presenze in due anni. Alla Lazio era un idolo. A Mlilano e Torino, uno dei tanti. Ha avuto ragione Lotito.

Candreva, un…motorino che la Nord rottamerebbe volentieri

Antonio Candreva, 151 presenze e 41 gol in Serie A con la maglia della Lazio

22 milioni + 3 di bonus. Venticinque ottimi motivi per lasciare andare un calciatore che a Roma non aveva più stimoli. Salutato con neanche troppi rimpianti, va all’Inter dove, ironia della sorte, si ritrova con Pioli. I due non si amano, ma Candreva scende comunque in campo rimediando comunque più fischi che applausi. Gioca molto e male, guadagnando presto l’appellativo, forse ingeneroso, di bidone. I tifosi mugugnano, poi lo insultano, infine ne chiedono a gran voce la cessione. Per Lotito, vittoria numero due.

Biglia, piedi buoni e muscoli di seta

Biglia è un caso a parte, storia recente. Capitano che abbandona la nave. Alto tradimento. Ha rifiutato il rinnovo di contratto (un quinquennale) per accasarsi al Milan che lo ha corteggiato offrendoli guadagni importanti e vittorie facili. Un “si” che gli è costato carissimo. Pronti via, problemi muscolari e sospetto stiramento. Attenzione, che il buongiorno si vede dal mattino. Fossimo in Keita, ci penseremmo almeno 3 volte, prima di lasciare Formello. Vuoi vedere che ha di nuovo ragione Lotito?