Matteo Muoio

Cosa farà Keita?. La telenovela senza fine in casa Lazio. Iniziata un anno fa, impreziosita da una stagione di gol e prodezze e ora diretta verso un triste epilogo. La Lazio perderà il miglior prodotto del vivaio dal dopo Nesta – anche se cresciuto nel Barcellona è arrivato a Roma a 16 anni -, a giorni o a parametro 0 tra 12 mesi; quest’ultima opzione sarebbe ancora più dolorosa e illogica. Ma la possibilità esiste. Perché Keita vuole solo la Juve, si è promesso alla Signora e per lei ha rifiutato tutte le altre proposte: dal Milan, che alla Lazio offriva i 30 milioni richiesti da Lotito, al West Ham, disposto a metterne sul piatto 32, fino al Napoli, tornato alla carica negli ultimi giorni con un’offerta da 22. Sullo sfondo l’Inter: Sabatini è un suo grande estimatore e Spalletti ha dato il placet, ma i nerazzurri devono prima vendere uno tra Perisic e Candreva. Per il senegalese, comunque, l’Inter rimane una seconda scelta in caso di mancato approdo in bianconero.

Le offerte: Juve ferma a 20 milioni, Inter in attesa

La Juve è ferma sui suoi passi. Settimana scorsa ha offerto 20 milioni, alzando sensibilmente la proposta da 12 di inizio giugno. Ancora troppo poco per Lotito, che chiede 30 ed è disposto a scendere fino a 25 più bonus facilmente raggiungibili. Il ragazzo però è in scadenza 2018, Marotta non ha fretta e non vuole svenarsi: la Juve sugli esterni è coperta, e bene, Cuadrado partirebbe solo in caso di arrivo dell’ex Barça. L’offerta è stata fatta perché comunque Keita, a certe cifre, rappresenta una grossa occasione di mercato e, soprattutto, per non incrinare ulteriormente i rapporti in vista dell’assalto a Milinkovic pianificato per la prossima estate: il serbo è il sogno di Allegri per il centrocampo, ma adesso Lotito non vende. Non può, andrebbe incontro ad una sommossa popolare. I 20 milioni proposti per Keita vanno interpretati anche in questo senso. Difficilmente verrà incrementata ulteriormente l’offerta, specie col passare dei giorni. Dall’altra parte, l’Inter potrebbe tenere sia Perisic che Candreva e puntare sul giovanissimo Karamoh come rincalzo, evitando l’investimento pesante. Per Keita il rischio permanenza è reale, la telenovela potrebbe continuare con altri capitoli tragicomici.

Ipotesi permanenza: rischio scontro Lotito-Inzaghi

Una dozzina di giorni fa Lotito prometteva di aver imparato dagli errori del passato, di non volere un Pandev 2.0, di essere pronto a lasciar partire chi non crede nel progetto. Ma ai suoi prezzi e alle sue condizioni, spesso in disaccordo con le logiche del mercato. Con un contratto lungo Keita sarebbe partito per 35-40 milioni, ma a nemmeno 12 mesi dalla scadenza è normale che nessuno sia disposto a fare follie. La speranza del tifo biancoceleste è che dopo la Supercoppa faccia un passo indietro, accettando i 20-22 milioni che arriveranno da Torino o Milano, da reinvestire in toto per un degno erede; eventualità, anche questa, non così scontata, viste le mosse in entrata fino ad oggi. Ma il Divo Claudio è uomo d’un certo rigore morale, quasi mai disposto a smentirsi e retrocedere di un centimetro dalle sue posizioni. Quei 20 milioni potrebbero non convincerlo mai, in barba all’incredibile danno tecnico e patrimoniale cui andrebbe incontro la sua squadra. Allora Keita rimane un altro anno. Per fare cosa? I precedenti inducono ad immaginare una tribuna punitiva per l’intera stagione. Ma Inzaghi non è uno yes man, questo mercato non lo soddisfa, lo ha pure dichiarato a mezza bocca settimana scorsa, in conferenza. Keita è un suo pupillo, lo ha rilanciato e fatto esplodere, non ci rinuncerebbe mai. Se il senegalese dovesse rimanere giocherebbe un’altra stagione da protagonista con l’aquila sul petto, il tecnico lo ha fatto capire a più riprese. Keita è un plus valore di questa Lazio, uno dei più forti, e senza la sua cessione rimane veramente difficile immaginare Lotito investire 15-20 milioni per un sostituto in grado di giustificare – numericamente e sul campo – l’eventuale esilio in tribuna del 14. In ritiro si sta muovendo Anderson da seconda punta, ma di certo per affrontare dignitosamente le tre competizioni non si può rimanere col solo brasiliano o magari con Palombi come prima alternativa. La Lazio non verrà rinforzata e Inzaghi se n’è fatto una ragione, ma c’è da scommettere che farà di tutto per non farla uscire sensibilmente indebolita da questo mercato. Se Keita rimane, rimane da titolare. Per un’ultima stagione. E allora chissà, potrebbe aprirsi pure una clamorosa querelle tra tecnico e società.

Keita e Immobile festeggiano dopo la vittoria interna contro la Sampdoria