Redazione

Lazio Keita, dopo lo strappo, totale braccio di ferro. L’entourage del calciatore, è “esasperato”. Pensieri e parole di Roberto Calenda. Intanto il ragazzo, oltre a saltare l’allenamento, non si è neanche presentato alla cena per festeggiare la vittoria della Supercoppa. La società biancoceleste è furibonda con un calciatore che non sta mostrando professionalità né riconoscenza.

Il “no” in  Supercoppa, atto di irriconoscenza

Storia di un anno fa, quando Keita, presentatosi in colpevole ritardo in ritiro, fatica ad essere accettato dal gruppo. Simone Inzaghi, con pazienza certosina, lo ha recuperato prima emotivamente, poi tecnicamente. Infine, lo ha restituito ai compagni, poi al campo e lo ha reso trascinatore della Lazio. Keita, con un gesto, ha rovinato tutto. Distrutto un mosaico, minato l’armonia del gruppo. Ecco perché certi atteggiamenti, adesso, faticano ad essere accettati. Il suo futuro alla Lazio è quanto mai complesso. Keita è un calciatore a disposizione del tecnico. E Inzaghi è stato chiaro: non vuole zizzania né elementi che possano compromettere la “salute” di un gruppo che non è mai stato così unito. Quindi, a prescindere dalle indiscutibili qualità tecniche del calciatore, potrebbe relegarlo in panchina.

La Juventus non lo acquisterà, se non a certe cifre

La situazione del senegalese, rischia, fra l’altro, di trasformarsi in un pericoloso (e doloroso) boomerang. In primis, la Juventus non giudica Keita un calciatore imprescindibile. Allegri ha esterni da vendere, piuttosto che da comprare, specialmente dopo il passaggio al 4-3-3. In questo modulo, Keita è una semplice opzione. Un’opportunità. E, in quanto tale, la Juventus si sente libera di scegliere se coglierla o meno. Sicuramente non accetterà le condizioni imposte da Lotito, che non si smuove dai 30 milioni di euro. Quanto basta per allontanare qualsiasi compratore.

La strategia di Lotito: venderlo, ma al suo prezzo

La Lazio è libera o meno di accettare le proposte provenienti da altre squadre. Lotito vuole ricavare il massimo possibile dalla cessione e ha tutto il diritto di farlo. Diversamente, tratterrebbe il calciatore sino alla scadenza naturale del contratto. Una scelta dettata da una considerazione molto semplice. Tutto ciò che arriva dalla cessione di Keita, sarà tanto di guadagnato. Perderlo a 0, dopo averlo acquistato a zero, non sposta alcun equilibrio. Riuscire a venderlo ricavandone il massimo invece sì. La sensazione è che la vicenda possa sbloccarsi gli ultimi giorni di mercato. Del resto, questa situazione è scomoda per tutti.