Mattia Deidda

Calciomercato terminato. Per la prima volta da molti anni, le proteste dei tifosi della Lazio sono nascoste dalla soddisfazione. Accolto con entusiasmo l’acquisto di Lucas Leiva, subito protagonista in Supercoppa. Spicca l’arrivo di Nani, mentre sono visti con interesse Jordao e Neto. Tre portoghesi. Un calciatore affermato e due future promesse. Dietro tutto spunta l’ombra di Jorge Mendes. La Lazio può iniziare una collaborazione rischiosa, ma che se gestita bene può dare ottimi risultati.

L’allenatore ideale

Inzaghi sa come valorizzare i giovani calciatori. Ottima la stagione di Anderson, nonostante sia stato posizionato più lontano dalla porta, ma a catturare gli occhi di tutti è stata l’annata di Keita. I tifosi della Lazio avevano ormai accettato le sue caratteristiche: grandi qualità tecniche, ma davanti al portiere un disastro. Non più. Non con Inzaghi. Nella prima stagione con la Lazio cinque gol, nella seconda uno, nella terza quattro. L’ultima? Sedici. Un miglioramento esponenziale. Senza dubbio per il tecnico utile l’esperienza nelle giovanili della Lazio, dove tra allievi e Primavera ha passato sei anni di carriera. L’arrivo di Neto e Jordao è visto di buon occhio. Se c’è un allenatore in grado di tirare fuori il meglio da due promesse, è Inzaghi.

Perfetta anche la società

Non solo il tecnico. Per completare il cerchio e puntare su giovani promettenti, serve anche una società forte. La Lazio lo è. Infinite le polemiche legate al presidente biancoceleste per il calciomercato in uscita. Poco importava al numero uno, alla fine ha sempre vinto lui. Incredibile la forza che Lotito riesce a trasmettere nelle trattative. Non si scende a compromessi, neanche se c’è il rischio di perdere un giocatore a parametro zero. Keita e Biglia gli esempi più recenti: rispettivamente ceduti a 30 e a 20 milioni. Stesso discorso per Kolarov nel 2010, con un solo anno di contratto venduto a 22 milioni. Un capolavoro la trattativa di Hernanes: a sei mesi dal termine del contratto, venduto a 18 milioni. Avere giovani di qualità rappresenta una garanzia, a venderli bene ci pensa Lotito.

Ma non è tutto oro ciò che luccica

La partnership con Mendes può però essere rischiosa. Il re dei procuratori è, nell’ambito calcistico, un uomo potente. Decine le trattative mosse dalla sua agenzia. Iniziare una collaborazione, significherebbe anche correre il rischio di ritrovarsi tra le mani scelte obbligate non gradite. Lotito possiede una forte autorità, ma nulla a che vedere con quella del portoghese. Rischiare di rompere i rapporti bruscamente, potrebbe togliere alla Lazio una bella fetta di mercato.