Matteo Muoio

E’ un po’ il tormentone di questo primo scorcio di mercato in casa Lazio. Anzi, potremmo definirlo un retro-tormentone: prima ci si chiede come si sia arrivati con 3 giocatori chiave in scadenza, poi quanto si andrà ad incassare con le loro cessioni. Parliamo, ovviamente, dei casi di Biglia, Keita e De Vrij. Il primo è un giocatore del Milan, dopo un lungo tira e molla l’accordo è stato trovato a 17 milioni più 3 di bonus. Accettabile, per un 31enne in scadenza 2018, magari in altre condizioni si sarebbe potuto arrivare a 25, la richiesta iniziale del presidente Lotito. Diverse le considerazioni su De Vrij e Keita: giovani e forti, potenzialmente due crack di questo mercato. Non fosse per i contratti in scadenza. Su entrambi c’è la Juve, che con Keita ha allacciato contatti a fine maggio, mentre potrebbe scegliere l’olandese come ottima soluzione in termini di qualità-prezzo per il dopo-Bonucci. Marotta per Keita non si è spinto oltre un’offerta da 12 milioni, il ragazzo non è una priorità e il dg bianconero lo prenderebbe volentieri a parametro 0 da gennaio o a prezzo di saldo a fine agosto. Però l’affare Schick è a rischio e, in caso saltasse, la Juve potrebbe accelerare per Keita; difficile, comunque, che venga soddisfatta la richiesta di Lotito, ferma a 25 milioni. Ora si sarebbe inserita l’Inter, che valuta il senegalese per il dopo Perisic. Un’eventuale asta potrebbe far lievitare il prezzo; questa è la speranza in casa Lazio, perché svendere un ’95 così forte sarebbe delittuoso. De Vrij è uno dei migliori difensori centrali del campionato, al netto dei frequenti acciacchi fisici. A 25 anni ha già parecchia esperienza internazionale, è titolare nell’Olanda dal 2013 e nel 2014 Tare lo acquistava da miglior difensore del Mondiale brasiliano. Anche nel suo caso però di proposte indecenti non ne sono arrivate. A inizio giugno il Liverpool ha offerto 18 milioni, Lotito ha rifiutato perché convinto di avere ancora possibilità per il rinnovo. Si sbagliava. Ora i Reds stanno per tornare alla carica dopo aver detto addio al sogno Van Dijk, compagno di De Vrij in nazionale. Ecco, per il centrale del Southampton erano arrivati ad offrire oltre 60 milioni, eppure l’ex Celtic vanta la metà delle presenze in oranje e in patria, dei due, è considerato quello meno forte. Anche la Juve non sembra disposta a spingersi oltre un’offerta da 15-16 milioni. Una miseria, perchè siamo nel mercato più folle di sempre, che solo ieri ha fatto registrare il record di spesa per un terzino, con Kyle Walker passato dal Tottenham al City per circa 56 milioni di euro; i citizens avevano aperto la sessione spendendone 80 per Bernardo Silva e 40 per il portiere Ederson Moraes, il Liverpool ha strappato Salah alla Roma per quasi 50 milioni tra parte fissa e bonus, da Trigoria è partito pure Rudiger che è andato a rinforzare il Chelsea di Conte per quasi 40 milioni. In Italia si potrebbe parlare pure delle spese folli del Milan, o di un Torino che arriva ad offrire 20 milioni per Zapata del Napoli, ma è proprio il confronto diretto con le cessioni dei cugini giallorossi a rendere impietosa la prospettiva dei biancocelesti. Quindi, Lotito non solo non riesce a trattenere i propri gioielli, ma addirittura li svende? In realtà non è stato sempre così. Anzi, quasi mai.

Fantacalcio-consigli

Keita Balde, 16 gol e 5 assist nell’ultimo campionato.

Da Kolarov a Candreva, le cessioni illustri dell’era Lotito

Il patron romano è rimasto scottato con Pandev, che in una situazione più o meno simile di scadenza contrattuale nell’autunno 2009 finì fuori rosa. Il calciatore si appellò al collegio arbitrale, vinse la causa, si svincolò e Lotito fu pure costretto a risarcire 160 mila euro di spese legali. Il macedone a gennaio si accasò all’Inter di Mourinho e partecipò al Triplete da protagonista. In realtà già nell’estate 2008 la Lazio si trovò a svendere Behrami, che ad un anno dalla scadenza del contratto minacciò di appellarsi all’articolo 17 della Fifa e poi si accasò al West Ham a prezzo di saldo: gli Hammers sborsarono 6 milioni per lo svizzero, valutato 11-12 da Lotito. Poi iniziò ad andare meglio. Nell’estate 2010 il Manchester City staccò un assegno da 22 milioni per Kolarov, portato a Roma da Sabatini nel 2007 per appena 850mila euro. Altra intuizione del ds umbro fu Stephan Lichtsteiner, che arrivò dal Lille nell’estate 2008 per poco meno di un milione. Doveva essere la riserva di De Silvestri, ci mise poco ad imporsi come uno dei migliori laterali destri del campionato. Nel 2011 va a rinforzare la Juve di Conte per quasi 11 milioni di euro.

Kolarov con la maglia della Lazio, stagione 2009-2010.

Non era un big, ma per qualche motivo la sua cessione rappresenta uno dei migliori colpi in uscita dell’era Lotito: parliamo di Libor Kozak, ariete ceco portato arrivato a Formello nel 2008 per 1,2 milioni di euro. Un anno con la Primavera, poi il prestito al Brescia in B e dal 2010 al 2013 rincalzo offensivo della prima squadra; 10 gol in 55 presenze totali in A, l’ex Opava non era di certo un cannoniere. Comunque “fortuna” vuole che nell’ultima stagione alla Lazio, la prima con Petkovic in panchina, si laurei addirittura capocannoniere dell’Europa League con 10 centri in 11 presenze. A fine mercato l’Aston Villa paga 8 milioni per averlo. L’avventura a Birmingham è sfortunatissima e segnata da due gravissimi infortuni: ad oggi, in 4 stagioni con la maglia dei Villains ha raccolto appena 20 presenze e 4 gol. Fortunatissimo invece, per la Lazio, l’asse di mercato con l’Inter. Gennaio 2014, Thohir si è insidiato da poco e cerca il primo, grande colpo per scaldare la piazza. Punta forte su Hernanes e nelle ultime ore di mercato viene definito il passaggio del Profeta in nerazzurro: alla Lazio vanno quasi 20 milioni tra parte fissa e bonus, il ragazzo di Recife era stato pagato 13,5 nell’estate 2010 e aveva il contratto in scadenza 2015. In nerazzurro, poi, non ha mai entusiasmato. La scorsa estate, invece, Candreva lasciava Formello dopo la rottura con società e spogliatoio per la questione “fascia”: richiesta esplicita di Mancini, che poi abbandonerà la nave qualche giorno dopo. Il ragazzo ha quasi 30 anni e viene da una stagione con più ombre che luci. Lotito incassa comunque 22 milioni, più 3 di eventuali bonus ancora raggiungibili. La Lazio con quei soldi copre gran parte delle spese per il mercato in entrata e, paradossalmente, ci guadagna anche a livello tecnico con la promozione di Keita.

Antonio Candreva, 151 presenze e 41 gol in Serie A con la maglia della Lazio