Mattia Deidda

La Lazio è pronta a confermarsi. Inzaghi accetta la sfida. Il livello della Serie A è aumentato. Con Milan ed Inter tornate ai loro standard, oltre al pressante impegno in Europa League, la missione di ripetere quanto fatto l’anno scorso non appare semplice. Sulla strada dei biancocelesti arriva proprio il Milan. Rossoneri a punteggio pieno ed entusiasmo alle stelle, grazie ad un mercato faraonico. Tra i colpi, spunta il nome di Lucas Biglia, ex capitano della Lazio. Un addio a cui la società è riuscita a sopperire immediatamente. Al suo posto Lucas Leiva. Nessuna fascia da capitano al braccio, ma è come se l’avesse.

Rispedito al mittente lo scetticismo

Stesso ruolo, ma giocatori completamente diversi. Biglia è uno dei migliori registi del campionato. Sono pochi i calciatori in grado di dettare le geometrie dell’argentino. Stesso discorso per il ritmo impresso alla gara. Molti hanno storto il naso per l’arrivo di Lucas Leiva, nonostante dieci anni di Premier League con il Liverpool. È un giocatore diverso, ma senza dubbio non peggiore. Il suo arrivo a Roma è segnato con una vittoria ed una ottima prestazione. Nessun problema a scendere in campo con una forma fisica non ancora perfetta, con una squadra che ancora non conosceva, in una finale. Prima partita in assoluto in maglia biancoceleste. Neanche l’ombra di un tentennamento in mezzo al campo. Squadra presa per mano. I tifosi hanno ritirato immediatamente le polemiche.

Testa e cuore per la Lazio

Quello che la Lazio ha perso nelle geometrie lo ha recuperato nel carisma. Non è un segreto: il gioco che regala Biglia non è proporzionale alla sua leadership in campo. Molte le critiche ricevute dall’argentino che, dati alla mano, non è mai riuscito a vincere una finale nel calcio dei grandi. Di testa ne ha tanta, di cuore un po’ meno. Argentino anomalo, così come lo è Leiva per il suo sangue brasiliano. Piedi buoni, ma non è eccelsi. Grinta? Incalcolabile. Con il Liverpool un solo gol in campionato in dieci anni, eppure per i tifosi era una colonna portante. Per la squadra, lo era ancora di più: nel momento del suo addio i Reds hanno pubblicato un video di ringraziamento.

Leader senza fascia da capitano

Non serve una fascia per essere un leader. Sono bastate tre partite, ed il brasiliano si è preso la Lazio ed ha conquistato Inzaghi. La stagione che sta per arrivare si prospetta ricca di impegni e, di conseguenza, di problemi. Una rosa che numericamente è uguale a quella dell’anno scorso, ma con una competizione in più da giocare. Perfetto quindi l’acquisto di Leiva. Carisma da vendere e jolly in campo. Non solo centrocampista centrale, con il Liverpool in caso di emergenza ha anche giocato da difensore. Intelligente tatticamente, non ha paura del gioco duro. Recuperare palloni è la sua specialità. Nel gioco di Inzaghi, mantenendo la difesa a tre, il brasiliano rischia di essere molto più importante dell’ormai ex capitano.