Mattia Deidda

Un’altra vittoria da aggiungere alla lista. La Lazio elimina senza grossi sforzi la pratica Cagliari, e si avvicina al termine del secondo tour de force della stagione con la fedina ancora immacolata. Un 3-0 che non lascia spazio all’immaginazione: due volte Immobile e poi Bastos. La squadra continua a girare alla perfezione, indipendentemente dagli attori che interpretano il copione. Inzaghi sale a quota 22 punti in classifica, e probabilmente a questo punto del campionato sono da modificare gli obiettivi decisi ad inizio stagione. E va rivista la valutazione d’agosto di alcuni giocatori da parte dei tifosi, specialmente quella di Lucas Leiva. È il brasiliano il vero leader del centrocampo: non si parla di migliorare la squadra tecnicamente, ma mentalmente. Il salto di qualità più difficile da fare.

Lucas Leiva, non serve la fascia per essere un leader

Il miglior acquisto dell’estate, indipendentemente da quanto Nani riuscirà ad integrarsi nella squadra. Superare l’utilità di Lucas Leiva in questa Lazio è praticamente impossibile. Un punto di riferimento a cui la squadra guarda nei momenti di difficoltà. D’altronde, per rimanere dieci anni in un top club come il Liverpool, qualche qualità bisogna pur averla. La partita contro la Juventus ne è stata la prova definitiva: non esiste stadio in cui al brasiliano tremino le gambe, la squadra lo vede e lo imita. Proprio contro i biancoconeri, Lucas Leiva ha giocato le due partite migliori della stagione. La prima in Supercoppa, la seconda in campionato. Ogni gara è importante, ma qualche volta ci sono partite che valgono di più. Quelle contro la Juventus rientrano in questo gruppo: Leiva si è preso squadra sulle spalle e pallone tra i piedi, mostrando ai compagni la via da seguire.

La grande differenza tra pratica e teoria

I tifosi guardano al calciomercato estivo e sorridono. Difficile non farlo. L’addio di Biglia sembrava poter portare in un vicolo cieco, mentre in realtà ha riversato nelle casse biancocelesti quindici milioni di euro. In realtà sarebbero venti, ma circa cinque sono stati impiegati per portare Lucas Leiva alla Lazio. Accolto con diffidenza, sono bastati novanta minuti per capire l’enorme passo in avanti fatto dalla squadra. La fascia da capitano sul braccio rendeva Biglia il leader sulla carta, i palloni recuperati e la continuità di rendimento rendono Leiva il leader sul campo.

L’ex Liverpool non ha problemi a sporcarsi le mani quando necessario, e anche se non può vantare le geometrie del collega argentino, può contare su Inzaghi, che lo ha inserito al centro di un sistema perfetto. Un uomo in più per mantenere l’equilibrio difensivo, un uomo in più per guadagnare un tempo di gioco una volta conquistata palla. Il centrocampo laziale può vantare diversi calciatori tecnici, come Luis Alberto o Milinkovic-Savic. A loro il compito di rendere l’azione pericolosa. A dargli il pallone, ci pensa il capitano senza fascia.