Matteo Muoio

Fosse arrivato in un’estate meno bollente, probabilmente se ne sarebbe parlato come di un grandissimo colpo. Però Lucas Leiva si è vestito di biancoceleste per sostituire l’ex capitano Biglia, che abbandonava la nave per sposare il multimilionario progetto milanista, nei giorni in cui la frattura con Keita diventava insanabile, segnati dai malumori della piazza per un mercato assolutamente al di sotto delle attese. Il brasiliano non ha fatto una piega: lui alle sfide è abituato, 10 anni fa lasciava il sole del Rio Grande per trasferirsi nella grigia Liverpool. Glielo avevano sconsigliato un po’ tutti, troppo insidioso il salto diretto dal Campionato Gaucho alla Premier. Invece Lucas, arrivato tra i Reds in sordina, è riuscito subito a ritagliarsi il suo spazio, diventando prima un giocatore importante, poi un uomo chiave, quindi un idolo della Kop e infine leggenda. Perché è così che lo hanno salutato i suoi ex tifosi.

Leiva concede una foto ad un tifoso del Liverpool in vacanza ad Auronzo di Cadore (ph. dal profilo ufficiale della S.S. Lazio)

Lucas Leiva: il nuovo leader biancoceleste

Dieci anni d’amore e sudore non si dimenticano in fretta, fosse stato per compagni – anche loro gli hanno riservato un sentito tributo – e tifosi il brasiliano sarebbe ancora lì, agli ordini di Klopp. Però gli spazi in rosso erano diventati troppo stretti e, a 30 anni, l’ex Gremio sentiva di avere ancora molto da dare. Era il momento di una nuova avventura, in un altro campionato. Non in Oriente, le sirene cinesi non lo hanno ammaliato. Meglio l’Italia, Roma, la Lazio, alla ricerca di un nuovo punto di riferimento in mezzo al campo dopo il sofferto addio dell’altro Lucas. La successione era diventata meme da social, per via dell’omonimia, caratteristiche somatiche e altezza. In campo i due, però, sono molto diversi: regista puro l’argentino, bravo anche in interdizione, interditore eccellente il brasiliano, non male neppure quando c’è da impostare. Il piede non gli manca, a differenza di quanto si è letto e sentito negli ultimi giorni. La Lazio cambierà probabilmente modo di giocare, o comunque di costruire la manovra, ma non v’è dubbio che Leiva sia stato un ottimo innesto. Ha esperienza e personalità in abbondanza per guidare il reparto e prendere per mano una squadra giovane che, come spesso gli è capitato negli ultimi anni, partirà tra lo scetticismo generale. Ad Auronzo i compagni hanno iniziato a conoscerlo e ad apprezzarlo: umile, disponibile, solare, ha già raccolto le simpatie di giovani e senatori.

KLOSE-BIS?
Qualcuno lo dà per bollito ma Lucas sta benissimo. Nelle ultime due annate non ha giocato pochissimo, collezionando rispettivamente 40 e 31 presenze complessive. Semmai ha ridotto il minutaggio dal 1′. A Liverpool, nel suo ruolo, si è accesa la stella di Emre Can, di 7 anni più giovane, inoltre Klopp ha abbandonato la mediana a 2 tanto cara al centrale brasiliano. L’allenatore tedesco nell’ultima stagione lo ha impiegato pure da difensore centrale. I due avevano comunque un ottimo rapporto, c’era stima reciproca, tanto che l’ex tecnico del Dortmund auspica già un ritorno di Leiva a Liverpool da dirigente. Ci sarà tempo, perché ora il presente del mediano è con l’aquila sul petto. Tare e Lotito sognano un Klose-bis: il colpo in grande stile, il profilo internazionale capace di portare una mentalità diversa. Il bomber di Opole arrivava nella Capitale il giorno del suo 33esimo compleanno dopo 5 stagioni e 6 titoli con il Bayern Monaco. Veniva da due annate complicate, nelle quali aveva collezionato appena 12 gol fra tutte le competizioni. Aveva firmato un biennale, quasi nessuno credeva potesse durare di più. Invece Miro è rimasto alla Lazio per 5 stagioni, scandite da 171 presenze e 63 gol che ne fanno l’ottavo miglior marcatore della storia biancoceleste insieme a Garlaschelli. Ora Leiva, giunto alla Lazio dopo 10 anni di Liverpool per raccogliere la pesante eredità di Biglia: non sarà una parentesi, il ragazzo di Dourados vuole scrivere altre pagine memorabili di carriera. E il 13 giugno c’è già una Supercoppa da giocare.

Il primo incontro tra Leiva e Simone Inzaghi (ph. dal profilo ufficiale della S.S. Lazio)