Riccardo Stefani

Dagli abissi della panchina biancoceleste Simone Inzaghi ha pescato un giocatore che sembra aver rivoluzionato un’intera squadra. Goal, assist e una classe fuori dal comune sono i graditi ed inattesi ospiti. Con Luis Alberto, il venticinquenne andaluso della Lazio, Tare ci ha visto proprio bene, è riuscito a guardare in prospettiva. E senza dubbio Inzaghi merita un riconoscimento per la fiducia data al ragazzo e per quella che gli ha fatto conquistare nelle sue potenzialità. Per quanto fosse scura la notte della sua prima parte di carriera, ora albeggia e Luis ha addirittura ottenuto la sua prima convocazione in nazionale.

Questione di testa

Come ha spiegato lo stesso trequartista, il suo momento d’oro è una questione di testa. Il suo mental coach gli ha dato gli strumenti giusti per credere in se stesso ed ora il ragazzo osa ciò che prima non osava. Le doti erano nascoste, ma dentro a quel metro e ottantatré di calciatore c’erano già: andavano soltanto trovate, spolverate e rimesse al loro posto. Ora Luis arriva dove prima non sarebbe arrivato neanche nei suoi sogni. E paradossalmente è proprio ora che al ragazzo sembra di sognare: una convocazione in nazionale, 3 reti, 6 assist, e 1273 minuti giocati (e siamo solo all’undicesima giornata di campionato).

Questione di campo

Senza dubbio vedere il campo è stato un fattore determinante per la crescita del trequartista biancoceleste: la fiducia in se stessi serve a poco seduti in panchina. Inzaghi è riuscito ad innescare quest’ordigno, in un modo o nell’altro. Il minutaggio ha fatto in modo che il ragazzo di San José del Valle prendesse confidenza col nostro calcio ma soprattutto con i suoi compagni. E in particolare con Ciro Immobile. Il 17 e il 18 sono diventati praticamente inseparabili: si trovano ad occhi chiusi e sebbene sia compito dell’azzurro fare gol, talvolta si scambiano anche il ruolo.

Questione di cuore

Tutta questa grazia è sì, dovuta ai due coach e a se stesso, ma è anche una questione di cuore: l’ossigenato trequartista, infatti, ci tiene a ringraziare la sua famiglia e sua moglie. Ora Simone Inzaghi sarà più che felice di darlo in prestito al collega Lopetegui (il ct della nazionale spagnola). Anche se si sa che partendo con la nazionale si rischia sempre qualcosa, il tecnico biancoceleste è consapevole che lasciar vivere questo sogno al suo gioiello non potrà fare altro che accrescerne il momento di gloria. E chissà che Isco, Iniesta o Silva non gli rivelino qualche segretissimo trucchetto del mestiere. O sarà il contrario?