Redazione

Cosa significa amare una maglia? Tifare Lazio. Vivere di emozioni, sentimento, passione. Scelta consapevole: gioie rare. E però, intense e indimenticabili. Chi sposa la Lazio ne ama la storia. Lega a doppio filo tradizione, fede, ideali. In tre parole: ama la maglia. La più bella. Accade spesso. Come quest’anno. La maglia della Lazio è la più bella d’Europa. Bianco e azzurro, sono colori sono del cielo. E, diciamolo, nelle varie sfumature, restano sempre elegantissimi. Il simbolo dell’aquila imperiale dà un senso di nobiltà, stile, senso di appartenenza. Un mix che rende speciali. Anzi, unici. COME LA STORIA 

 

1973-1974 la maglia dei ragazzi di Maestrelli

La Lazio Campione d’Italia contro ogni pronostico

Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’amico. . All. Maestrelli

Una storia pazza, folle, senza logica. Una squadra di matti, irripetibile. La Lazio nel 1974 vince uno scudetto impossibile, trascinata da due uomini. Giorgio Chinaglia e Tommaso Maestrelli. Una vittoria di pancia, nervi. Undici uomini divisi in due gruppi. Durante la settimana si odiano. Calci, pugni, persino pistole e pallottole. Un far west. La domenica, però, il saloon chiude. Si mettono da parte rancori e gelosie, trasformandosi in una armata inarrestabile che il 12 maggio 1974 si prende lo scudetto più  incredibile della storia del calcio italiano.

 

1982-1983 – Il ritorno fra le grandi

La Lazio che torna in Serie A nel 1982-1983

La Lazio di Giordano, Manfredonia, Cacciatori, Claguna e Morrone è in serie B. Dopo un avvio complicato, la squadra ingrana le marce alte. Vince sette partite di fila e chiude il girone d’andata al primo posto. Calo fisiologico, poi la svolta. Chinaglia torna da presidente. Claguna lascia il posto a Morrone. Due fattori decisivi per il rush finale. La Lazio torna in serie A. La maglia con l’aquila stilizzata fa impazzire i tifosi e diviene il simbolo della rinascita.

Orsi, Podavini, Saltarelli, Vella, Miele, Spinozzi, Ambu, Manfredonia, Giordano, D’amico, Tavola/Badiani. . All. Claguna/Morrone

1986-1987 – i ragazzi del -9

Il gol di Fiorini con il Vicenza. La rete che salva la Lazio dalla C

Il 1987 non è solo calcio. É epica. Storia che si intreccia con il mito di un uomo che, nonostante 7 reti in 40 partite, è ricordato come  colui che salvò la Lazio. Il 5 agosto 1986 la squadra, coinvolta nel filone del calcioscommesse è retrocessa in serie C. Sentenza riveduta dalla Corte d’Appello Federale che condanna la Lazio a 9 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di B. La vittoria, allora, vale due punti. É una retrocessione ad orologeria. Fascetti raduna la squadra. Poche ma sentite parole. “Chi non se la sente, lasci adesso”. Restano tutti. Inizia il cammino della speranza. Pari a Parma e sconfitta interna con il Messina. Sembra l’inizio della fine. Invece la Lazio si compatta. Un anno maledetto. Muore anche il presidente Lenzini, l’uomo del primo scudetto. A due giornate dal termine, la Lazio è un con un piede e tre dita in serie C. Al massimo, può ambire agli spareggi. Perde a Pisa. Restano 90′. La sfida decisiva si gioca con il Vicenza. Solo un risultato possibile. Vincere. Olimpico stracolmo, 62mila spettatori. A 8′ dal termine, Fiorini si trova fra i piedi il pallone della vita: chiude gli occhi, finta di tacco e tira di punta. Gol.

 

La Lazio va a Napoli a giocarsi la B con Taranto e Campobasso. Perde con i pugliesi, ma un gol di Poli, nella sfida decisiva contro i molisani, salva la Lazio.

 

1997-1998: Si torna a vincere, dopo 24 anni

La Lazio vince la Coppa Italia: è il 1998

La maglia del 1998 si lega al primo successo biancoceleste dell’era Cragnotti. La Lazio arriva a giocarsi la finale di coppa Italia contro il Milan, dopo aver eliminato Roma (4-1 e 2-1, nell’anno dei quattro derby vinti contro l’ex Zeman) e Juventus (0-1 a Torino 2-2 all’Olimpico).  Finale, sfida ad andata e ritorno. A Milano i rossoneri vincono 1-0. Ritorno a Roma, davanti a 65mila spettatori. Albertini porta in vantaggio il Diavolo. Sembra finita, ma la Lazio ha sempre un uomo della provvidenza. Guerino Gottardi. In 10 minuti segna, si procura il rigore trasformato da Jugovic. Non basta. Il gol che vale la Coppa lo segna Alessandro Nesta. Tripudio biancoceleste.

 

1998-1999: la notte di Birmingham. Lazio sul tetto d’Europa

La Lazio che ha scritto la storia: vittoria con il Mallorca in Coppa delle Coppe

La maglia del 1999 forse non è la più bella, ma resta senza dubbio nella storia. Il giallo si lega al primo successo internazionale biancoceleste. Il 19 maggio 1999, al Villa Park di Birmingham, si gioca Lazio – Mallorca. Vieri porta in vantaggio la Lazio, ma una disattenzione difensiva regala il pareggio agli spagnoli. Partita che sembra indirizzata verso i supplementari ma a 540 secondi dal termine Nedved indovina dal limite un diagonale che beffa Roa e regala alla Lazio la Coppa delle Coppe…

 

1999-2000: la maglia più bella per una stagione indimenticabile

La Lazio strappa la Supercoppa Europea al Manchester United 

La nuova maglia biancoceleste del 2000, forse la più bella mai prodotta sinora, si lega a una impresa storica. La vittoria della Supercoppa Europea. La Lazio gioca senza paura contro i mostri del Manchester United. Decide un gol di Salas. É l’anno che culminerà con il secondo scudetto della storia della Lazio. Meritato quanto inaspettato, dopo la beffa subita l’anno precedente. Questa volta accade l’incredibile: la Juventus ha due punti di vantaggio e affonda a Perugia consegnando cosi lo scudetto alla Lazio che torna campione d’Italia dopo 26 anni.

 

Lo scudetto della Lazio, un successo incredibile quanto meritato

 

 

26 maggio 2013- una data indimenticabile

Il tocco di Lulic, che vale una Coppa e la Storia

La maglia del 2013, al di là di ogni gusto, rientra fra le più amate. La Lazio di Petkovic lotta sino a metà campionato per le zone di vertice poi però, complice il calo fisico e nessun intervento sul mercato, scivola sino al settimo posto. Distratta dall’attesa del derby più importante della storia. Il 26 maggio 2013 si gioca Lazio-Roma, valevole per la finale di Coppa Italia. Al minuto 71 (19.27, ironia della sorte, proprio l’anno di nascita della Roma) del 26 maggio 2013 Senad Lulic corregge un cross sporcato da Lobont. 1-0 che risolve una partita bloccata dalla paura di perdere. É una giornata che nessun tifoso della Lazio scorderà mai.

La maglia 2017/2018 è un ritorno al futuro: sponsor storico, legato a imprese memorabili. Bande biancocelesti, nel ricordo di vittorie indelebili. E un futuro da scrivere a colori. Biancocelesti. Magari sin da domenica.