Matteo Muoio

Ieri, allo Spazio 900 di Roma, la Lazio ha presentato le maglie per la stagione 2017/2018. La kermesse è iniziata intorno alle ore 21: ha tenuto il palco per primo il presidente Lotito, che ha consegnato alcune borse di studio ai giovani atleti della polisportiva capitolina, poi ha preso parola Marco Canigiani, responsabile della sezione marketing, che ha dato informazioni su Lazio Museum, nuova sezione del sito ufficiale interamente dedicata alla storia ultracentenaria dei biancocelesti, alludendo pure alla speranza di avere, un giorno non troppo lontano, uno stadio e un museo dove esporre ricordi e cimeli raccolti insieme ai tifosi. In proposito, sulle note di Sign of the times, è partito un lungo video con le immagini più significative dei 117 anni dell’aquila: dagli anni ’30 alla prima Coppa Italia vinta, dalla Lazio del -9 ai successi della corazzata di Eriksson, le giocate di Gascoigne e Signori, quelle di Nedved e Veròn, passando ovviamente per lo scudetto targato Maestrelli, la supercoppa di Pechino e il 26 maggio. Poi salgono sul palco Lukaku, Parolo, Radu, Vargic – infausto presagio per il tifo biancoceleste – e Milinkovic.  Il centrocampista di Gallarate e il belga indossano la maglia home, ovvero la casacca casalinga per il campionato, in celeste chiaro e logo esagonale sul cuore, in stile anni ’80. Vargic, ovviamente, indossa la corrispettiva per i portieri, in nero con inserti bianchi. Milinkovic e Radu presentano la tenuta da Europa League, in strisce biancocelesti larghe e verticali: rimando all’Argentina e, soprattutto, alla maglia europea dell’ultimo scudetto. Chiari omaggi e riferimenti di Macron alla storia biancoceleste, dopo il buon successo della rivisitazione -9 del 2015.

Milinkovic e Radu con la tenuta da Europa League (ph. dal sito ufficiale della S.S. Lazio)

Keita-Biglia-De Vrij: tutto fermo

Le maglie ci sono, ora bisogna vedere chi le indosserà. Tra i big in scadenza e possibili nuovi innesti. Alla Lazio non si muove nulla, Biglia, De Vrij e Keita sono ancora lì, un po’ più lontani, per ragioni diverse, dalle rispettive pretendenti ma non per questo più vicini alla permanenza. Il Milan ha allentato la presa sull’argentino, l’offerta è ferma a 12-13 milioni a fronte dei 18 più bonus chiesti da Lotito. L’argentino comunque non prende più in considerazione la ricca proposta di Lotito, un reinserimento nello spogliatoio sarebbe difficilissimo, impensabile che, anche in caso di permanenza forzata, possa tenere la fascia da capitano. Keita vuole solo la Juve, che intanto sta per chiudere Bernardeschi – a 40 milioni più bouns – e non molla Douglas Costa; i bianconeri non si spingono oltre i 10-12 milioni per lo spagnolo-senegalese, cifra irrisoria per il valore del ragazzo pur tenendo conto del contratto in scadenza, Lotito non vuole cedere. Marotta aspetta gli ultimi giorni di mercato, sa che il tempo gioca a suo favore e in ogni caso aspetterebbe di prenderlo a 0 a gennaio. Ieri il presidente laziale ha fatto un altro tentativo, offrendo al ragazzo un contratto da 2 milioni a stagione più bonus, con clausola rescissoria a 30-35 milioni. Si attende la risposta dell’attaccante, forse quella definitiva. De Vrij sembrava vicino al rinnovo, con clausola, visto che di offerte importanti non ne sono arrivate, a lui come alla Lazio: ora invece pare abbia posto un veto definitivo, rimarrebbe un altro anno a Roma per scegliere con calma la prossima destinazione e partire a 0 la prossima estate. Nella peggiore delle ipotesi la Lazio perderebbe almeno due dei pezzi migliori a mercato inoltrato, incassando poco e trovandosi nella condizione di doverli sostituire senza le adeguate risorse. Come si è arrivati ad una situazione del genere? Perché la società non si è mossa per tempo considerando il valore dei calciatori? Il leitmotiv è lo stesso da fine maggio, veramente difficile trovare risposte. Specie se ad un giorno dalla partenza per il ritiro di Auronzo non è stato fatto alcun passo, in un senso o nell’altro.

16 gol e 5 assist per Keita Balde nell’ultimo campionato

TANTI GIOCATORI DA PIAZZARE, POCHISSIMO MOVIMENTO IN ENTRATA
E’ arrivato Marusic. Chi l’ha visto giocare ne parla bene, i più cauti aspettano di vederlo all’opera per dare giudizi. Di sicuro non sposterà gli equilibri e, in questo momento, la Lazio non può dirsi rinforzata. Il mercato procede per girandole di nomi che si succedono in base alle settimane e ai movimenti delle altre. Ora si parla con forza di Falcinelli e Azmoun, settimana scorsa di Camacho, prima di Luiz Gustavo, prima ancora di Muriel e Gomez, ad inizio giugno di De Roon e Caio. Di fatto la Lazio è ferma, non ha un tesoretto da reinvestire e Lotito, senza cessioni, non sembra intenzionato a fare follie. Intanto Camacho è andato al Wolfsburg, che ha ceduto Luiz Gustavo al Marsiglia, Muriel al Siviglia, Gomez è in procinto di rinnovare con l’Atalanta. Non solo i big però, la Lazio, teoricamente, dovrebbe pure sfoltire una rosa piena di epurati e calciatori fuori dal progetto. Come Djordjevic, in lista di sbarco da gennaio ma ancora a Formello a causa delle assurde richieste del patron: 4-5 milioni per un 31enne in scadenza reduce da 3 gol nelle ultime 2 stagioni non vuole spenderli nessuno, giustamente. Marchetti è stato messo alla porta, deve trovarsi una sistemazione e qualcuno disposto a pagare i 4 milioni chiesti da Lotito. Che poi, teoricamente, dovrebbe fiondarsi su un secondo affidabile da affiancare a Strakosha. Di certo non puà esserlo Vargic. Cataldi pare destinato ad un nuovo prestito, forse a Benevento, c’è da decidere sui giovani come Rossi e i rientranti Palombi e Germoni, reduci dall’ottima esperienza alla Ternana. Intanto andranno tutti e 3 in ritiro, come Minala, che potrebbe fare un altro anno a Salerno. Poi i ‘cavalli’ di ritorno. Mauricio partirà, l’agente prova a piazzarlo in Turchia, Morrison si sta allenando con il Birmingham e Lotito prega che si convincano a tesserarlo, mentre il Coco Perea resta una bella gatta da pelare: ha steccato pure con il Lugo, nella seconda serie spagnola, non lo vuole nessuno. Infine Kishna, che al Lille ha giocato poco e male. Al momento non ha mercato, difficile ipotizzare una cessione a titolo definitivo, specie alle cifre pensate da Tare e Lotito, 6-7 milioni. Lo stanno proponendo in prestito a mezza Serie A, Crotone e Spal lo prenderebbero volentieri, magari con parte dell’ingaggio pagata dalla Lazio, lui non è convinto. Insomma, ad un giorno dalla partenza verso Auronzo, la Lazio è un cantiere aperto. Con i lavori fermi.