Redazione

Una gabbia, per quanto dorata, resta pur sempre una prigione, da cui Allegri non riesce ad evadere. La sua custodia cautelare ha un nome: Mario Mandzukic. La Juventus ne è quasi dipendente. Non può farne a meno. Anche se non è il caso di esagerare. Il croato è pur sempre reduce da un infortunio.

Un recupero da guerriero

Una brutta botta incassata durante Finlandia–Croazia. Mandzukic ne esce malconcio. Infiammazione alla caviglia, dicono. É un problema serio, dicono. Parlano, ma non sanno chi è Mario Mandzukic. Uno che non ha problemi: al massimo, li crea. Recupero a tempo di record e stupisce chi se ne stupisce. Serve ben altro per abbattere un guerriero come il numero 17 bianconero. L’unico dubbio di Allegri è se rischiarlo comunque oppure lasciarlo in panchina, considerando la mole di impegni che attendono la Juventus.

Rinunciarci, non si può. Risparmiarlo, quello sì

Mandzukic negli ultimi giorni si è allenato poco, come la maggior parte dei reduci dagli impegni con la Nazionale. Inutile chiedergli se voglia giocare. La risposta è scontata. Contro la Lazio in particolare, la sua presenza è ancora più necessaria. Ago della bilancia della Juventus, quasi indispensabile contro la Lazio, una squadra molto fisica e chiusa, che ha nella corsa e nella densità il proprio punto di forza. I biancocelesti sanno incassare e ripartire: e dalla parte di Mandzukic ci sarà Marusic, o Basta. Due calciatori comunque di “gamba” difficili da affrontare fisicamente, senza l’apporto del croato. In generale poche squadre sanno chiudersi e occupare gli spazi come quella di Inzaghi. In questa ottica la Juve ha un formidabile apriscatole, Dybala. Qualora però servisse forzare la serratura, occorrono muscoli e tenacia. Quindi, Mandzukic. Ecco perchè la sensazione è che comunque il calciatore croato sarà in campo dall’inizio. Magari non per giocare tutti i 90′, ma quelli che serviranno.