Matteo Muoio

Il primo colpo estivo della Lazio risponde al nome di Adam Marusic, 25enne montenegrino proveniente dall’Oostende – da dove lo scorso anno arrivava Lukaku – e nella scuderia di Kezman, agente di Milinkovic-Savic. Il classico carneade da mercato biancoceleste, un colpo alla Tare, i tifosi sperano di potergli dare ragione ancora una volta; è stato pagato 6,5 milioni più bonus, il procuratore assicura – e ci mancherebbe – si tratti di un top-player, il miglior terzino destro del campionato belga nelle ultime due stagioni. In realtà Marusic non sembra un terzino puro, ha iniziato la carriera giocando più avanti e i video di YouTube stracliccati nelle ultime ore dal tifo laziale mostrano solo di folate e gol, di chiusure e diagonali neanche l’ombra. Un elemento buono, forse, per giocare largo nel 3-5-2 che Inzaghi vuole impostare come modulo base: buon fisico -185 cm – e grande rapidità, forte di testa, darà il cambio ad Anderson che ha già fatto sapere di voler limitare al minimo le presenze da tornante. La piazza però non si scalda. Perché al netto dei possibili colpi a sorpresa – vedi Marusic – pare non ci sia una chiara strategia di mercato, una traccia da seguire.

lucas biglia lazio capitano

Lucas Biglia, alla Lazio dal 2013

Biglia-Keita-De Vrij: telenovela senza fine

Le situazioni dei 3 big in scadenza – e in uscita – bloccano il mercato. Se una ventina di giorni fa Lotito si sfregava le mani con l’offerta milanista da 50 milioni per il pacchetto Biglia-Keita, ora fa il diavolo a 4 per provare a venderli senza, di fatto, regalarli. Il senegalese vuole solo la Juve e ha fatto saltare la doppia operazione, il Milan per il solo Biglia offre 15 milioni al netto di una richiesta da 25; i rapporti tra i club, poi, sembrano essersi deteriorati dopo lo “scippo” Borini. Se per l’argentino la società ha poche colpe – se non quella di non aver dato l’idea di voler essere realmente competitiva – visto un ricchissimo accordo di prolungamento accettato dall’ex Anderlecht in inverno e mai messo nero su bianco, diversa la situazione relativa all’ex Barça: vero, lo strappo con l’agente Calenda arrivava già un anno fa, ma per tutto l’arco della stagione Tare e Lotito non hanno mai provato, realmente, a ricucire. Un talento come Keita meritava uno sforzo di principio, oltreché economico. Lo ha dimostrato sul campo. Inoltre va ricordato l’ingaggio del numero 14, pari a 600.000 euro all’anno: elementi come Kishna e Luis Alberto percepiscono 1,2 milioni, Djordjevic e Morrison 1 milione, solo per citare alcuni casi. In sintesi, procuratori come Calenda sono il male del calcio, ma su Keita si poteva e doveva intervenire molto prima. Ora la Lazio rischia di perdere, al ribasso, i migliori interpreti di centrocampo e attacco; sostituire calciatori del genere è già difficile di per sé, senza il tesoretto necessario diventa quasi impossibile. Con De Vrij, invece, pare vi siano spiragli per il rinnovo. Una scelta di comodo. Il centrale olandese si aspettava chiamate dai migliori top club d’Europa, Lotito offerte da 30-35 milioni. Non sono arrivate, per via delle condizioni fisiche del ragazzo, che continuano a preoccupare, e la scadenza ravvicinata del contratto. Un prolungamento con clausola sembra la soluzione migliore per entrambe le parti, i rapporti con la SEG – che gestisce pure Hoedt – sono buoni.

Fantacalcio-consigli

Keita Balde, 16 gol e 5 assist nell’ultimo campionato.

GIA’ IN RITARDO
Da quest’anno il quarto posto torna a valere i preliminari di Champions. Un’ottima notizia, non fosse che la Lazio, al momento, sembra già fuori dai giochi. Le prime 3 piazze sono occupate, poi c’è una Milano cinese che spende e spande; il Milan sta facendo un mercato faraonico quanto ragionato, l’Inter ha aperto le danze con Skriniar e difficilmente, con Spalletti al timone e nuovi innesti importanti, sbaglierà un’altra stagione. Quando non puoi competere dal punto di vista economico devi giocare d’anticipo, è una regola non scritta del mercato. Invece la Lazio è tremendamente in ritardo. I big sono ancora lì, almeno 2 su 3 andranno sostituiti ma non è chiaro con quali risorse. Diventa difficile individuare profili e quelli attenzionati sono già sfumati, vedi Gomez, Muriel o Torreira. Calciatori da 15-20 milioni, cifre che Lotito non spende dai tempi di Zarate ed Hernanes. Poi c’è una rosa da completare in vista dell’Europa League, quella attualmente a disposizione di Inzaghi non è attrezzata per la doppia competizione. Va preso un secondo portiere, con Marchetti da piazzare, rimpolpato un centrocampo che numericamente e qualitativamente non offre alternative di livello al terzetto titolare, serve assolutamente un vice-Immobile: l’iraniano Azmoun è un nome caldo, ma costa tanto e prima bisogna sistemare Djordjevic. Poi una decina di esuberi cui trovare collocazione. Tantissimo lavoro da fare, a meno di 10 giorni dal ritiro di Auronzo.