Matteo Muoio

La Lazio è vicinissima a definire l’ingaggio a parametro zero dell’ex Juve Martin Caceres. Il difensore, però, sarà parcheggiato all’Hellas Verona fino a gennaio: è extracomunitario e la Lazio, dopo Marusic e una volta uscito uno fra Djordjevic, Perea e Mauricio, potrà tesserarne solo un altro in questa sessione. Tare vuole tenere lo slot libero per uno tra l’iraniano Azmoun – ma i segnali sono di fumata nera – e Caicedo dell’Espanyol, dato per vicinissimo nelle ultime ore. Priorità all’attacco quindi. Non solo, la sosta scaligera servirà pure per valutare le condizioni fisiche dell’uruguaiano, che nell’ultima stagione ha raccolto appena 3 presenze tra Southampton e nazionale, 24 negli ultimi 3 anni.

Martin Caceres: successi e infortuni

Se sta bene, Caceres è un gran difensore, non c’è dubbio. In carriera ha centrato un triplete con il Barcellona, nel 2008-2009, poi ha partecipato alla razzia bianconera in Italia, cucendosi addosso 5 dei sei scudetti conquistati consecutivamente dalla Juve. In mezzo c’ha messo pure 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe e una Copa Amèrica con l’Uruguay. Il problema, appunto, è che Caceres è quasi sempre fuori: difficile trovare una cronistoria di infortuni ricca come la sua. Alla Juve tornò nel gennaio 2012 – al primo anno di Conte – dopo una precedente esperienza in prestito nel 2009-2010; ha visto l’alba e vissuto l’epopea della B-B-C e per questo, in bianconero, ha sempre recitato la parte del gregario, dell’alternativa di lusso. Quando chiamato in causa ha sempre fatto bene, l’impiego si è ridotto con gli anni proprio per via dei continui guai fisici; dalla fine del 2013 almeno uno importante a stagione, il più grave nel febbraio 2016, con la rottura del tendine d’achille destro che, di fatto, ha chiuso la sua storia con la Vecchia Signora. Non gli viene proposto il rinnovo, arrivano sentiti messaggi d’addio da senatori come Bonucci, Chiellini, Buffon e Marchisio. Di offerte però nemmeno l’ombra, ha un ingaggio importante e i club che possono permetterselo non si fidano. Lui si allena da solo, tra Spagna e Uruguay, sembra aver recuperato. Nel gennaio scorso viene tesserato – con accordo semestrale e opzione di rinnovo – dal Southampton, con cui però scende in campo solo una volta, alla terzultima giornata. Ora potrebbe tornare in Italia: Tare è convinto possa tornare utile alla sua Lazio, prima però il test di Verona.

131 presenze e 8 gol per Caceres con la maglia della Juventus

ALLA LAZIO: UN JOLLY AL SERVIZIO DI INZAGHI
Alla Lazio, appunto. Al netto, ovviamente, delle condizioni fisiche, un rincalzo perfetto per la retroguardia biancoceleste. Inzaghi partirà dal 3-5-2 come modulo base senza precludersi la possibilità di tornare al 4-3-3 in determinate circostanze, l’uruguaiano può giocare indifferentemente nella difesa a 3 come in quella a 4: terzo a destra, terzino destro o centrale puro, sa fare tutto, offrendo più o meno lo stesso rendimento ovunque lo si piazzi. Con Conte, nell’anno del primo scudetto, ha giocato pure da esterno basso di centrocampo. Caceres potrebbe rappresentare un’occasione low cost di assoluta qualità per puntellare il pacchetto arretrato biancoceleste, un giocatore in grado di portare pure esperienza e mentalità vincente. Però è stato praticamente fermo un anno, nel precedente si era fermato a febbraio. Gli ci vorrà parecchio tempo per ritrovare il ritmo partita, in questo senso il prestito al Verona è una mossa azzeccatissima. Dovrebbe firmare un annuale con opzione di rinnovo, riguardo le cifre non circolano indiscrezioni. Da gennaio, comunque, si vestirà di biancoceleste: se sarà di passaggio o riuscirà ad aprire un nuovo capitolo importante di carriera è impossibile da decifrare al momento.