Redazione

La Lazio schianta il Milan. Sin troppo facile pensare a Immobile ed Inzaghi. Senza dubbio, i protagonisti sono loro. E però, dietro le quinte, come sempre, c’è il miglior attore non protagonista. Marco Parolo. Abituato a vivere all’ombra: il suo lavoro, nella Lazio, è quanto oscuro quanto prezioso.

Una partita vinta a centrocampo

Inzaghi, come spesso gli succede, non sbaglia nulla tatticamente. Vince la gara a centrocampo: proprio lì, dove tutta la differenza del mondo la fanno Lucas Leiva e, sopratutto, Marco Parolo. Il campo bagnato è la discriminante. La pioggia livella il gap tecnico. E allora contano il fisico, l’organizzazione. Parolo ci ha messo quantità, qualità, sacrificio, inserimenti. Tutto ciò che è nelle corde di un centrocampista con le sue caratteristiche. Aveva un compito: agire da “back to back” buttandosi un ogni seconda palla e rigiocarla. Ascoltato, memorizzato, eseguito. Lezione mandata a memoria e sfida stravinta con Kessie. 

Fatti e non…Parolo: un centrocampista di rara intelligenza

Parolo è uno dei pochi centrocampisti in grado di rincorrere avversari e palloni e partecipare attivamente in fase di transizione alla costruzione del gioco. Inzaghi lo ha sistemato al posto giusto: lui ci ha messo il resto.  Il ragazzo legge benissimo tempi e modi di inserimento senza palla. Sorprende alle spalle la mediana rossonera. Una partita giocata in verticale, infilandosi fra le linee. L’instantanea del match è l’assist no look per il gol di Immobile. Quasi un’azione da giocatore di basket. L’espulsione macchia una partita quasi perfetta. Un gesto, comunque, figlio della generosità e che non ha condizionato il match.

Un calciatore sottovalutato

Parolo, a dispetto del nome, non è quasi mai sulla bocca dei tifosi.  Paradossalmente, paga le sue qualità. Non è appariscente: il complimento che riceve più spesso è “corre tanto”. Oppure “è un tuttocampista”. In realtà è bravo a difendere quanto ad attaccare. Abile in interdizione e in fase realizzativa. Per certi versi, un calciatore molto inglese, che non a caso, sta rendendo al massimo accanto a Leiva. E la sensazione è che il meglio debba ancora venire. La corsa alla Champions, dopo la sfida dell’Olimpico fra Lazio e Milan, è da allargare a sei squadre. E non è detto che la Lazio sia la sesta…