Mattia Deidda

Tempo di nuove generazioni, per i giovani italiani sale in cattedra Alessandro Murgia. Classe 1996, cresciuto nelle giovanili della Lazio, attualmente presenza stabile nella prima squadra biancoceleste. Il futuro è tutto dalla sua parte, assieme a tre fattori importanti: allenatore, qualità e tempistica. Murgia può diventare un punto fisso della Lazio.

Inzaghi, un secondo padre per Murgia

Ogni grande calciatore ha avuto il suo allenatore di riferimento. Quello che l’ha fatto esordire, che più ha creduto in lui. Definire Inzaghi l’allenatore di Murgia è quasi un limite. Il tecnico biancoceleste è poco meno di un secondo padre per il giovane italiano. I due lavorano insieme dal 2012, quando Murgia aveva sedici anni. Un ragazzo. Quattro anni nelle giovanili della Lazio: due coppe Italia, una supercoppa Primavera ed una Supercoppa italiana. Una volta presa la panchina della Lazio, Inzaghi non ha esitato un secondo a portarlo con sè nel calcio dei grandi. Impossibile per il centrocampista trovare un allenatore migliore. Con ventuno anni sulla spalle, è arrivato il momento di fare il salto di qualità: Inzaghi giocherà un ruolo fondamentale.

Qualità da vendere

Avere la fiducia del mister non basta. Arrivati in alto, bisogna dimostrare di poter mantenere la categoria. E Murgia non sembra avere problemi. La qualità di cui dispone attualmente la Lazio rende impossibile un suo impiego da titolare in campionato. Non è un problema, l’importante è sfruttare al massimo gli spezzoni di partita che il tecnico concede. La passata stagione quattordici presenze (quattro da titolare) e due gol. Non male per un ragazzo esordiente in Serie A. Quest’anno l’attenzione si sposta sull’Europa League. Con tre competizioni da affrontare, Inzaghi deve dosare bene i giocatori in campo. Murgia è il titolare in Europa. Giocate tutte e due le gare nella competizione europea: nella prima un gol, quello della vittoria per 3-2, nella seconda un assist.

La tempistica perfetta per diventare grande

La fortuna gioca un ruolo fondamentale. Questo è il momento perfetto per entrare nella rosa della Lazio. La squadra gira bene, l’allenatore è amato da giocatori e piazza, la rosa è senza dubbio la migliore degli ultimi anni. Il destino ha parlato, e ha messo Murgia in una grande squadra. Adesso la palla passa al calciatore. L’immagine di Cataldi è ancora nitida negli occhi dei tifosi. Attualmente nel Benevento, quando esordì con la Lazio si pensava ad un futuro molto diverso per il centrocampista, tanto che una partita la terminò addirittura con la fascia da capitano al braccio. A dimostrazione che la parte difficile non è arrivare in alto, bensì confermarsi. Murgia ha tutte le carte in regola per farlo. Anche il fronte Azzurro gli sorride. Under-18, Under-19 e ora anche l’Under-21. La Nazionale maggiore è pronta ad una rivoluzione. L’ultimo anno di Buffon cambierà la faccia della squadra. Murgia si candida per essere un volto nuovo, al pari di Donnarumma. Intanto con l’Under-21 ha contribuito alla vittoria degli Azzurrini per 6-2 contro l’Ungheria, in campo per 90 minuti.